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La Giornata Mondiale dell’acqua (22 marzo) ha l’obiettivo di farci capire quanto essa sia vitale. Purtroppo, questo bene è sempre meno a disposizione di tutti e sempre più privilegio di pochi. Nell’ultimo secolo, l’utilizzo di acqua a livello globale è aumentato di 6 volte. Oltre 2 miliardi di persone non hanno acqua potabile, più di 4 miliardi non dispongono di servizi igienici sanitari adeguati (Oms-Unicef 2014). Una grave carenza che minaccia la salute umana. “Gli effetti nocivi del cambiamento climatico, dalle inondazioni, all’aumento dei mari, alla siccità, ai disgeli e all’impoverimento delle acque sotterranee impediscono che tutti accedano all’acqua” (papa Francesco). Eppure l’acceso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale, universale (riconosciuto dall’ONU dal 2010), alla base degli altri diritti. Senz’acqua (potabile e sicura) non c’è vita, futuro e sopravvivenza. Per questo motivo, l’acqua non è una merce, ma un bene di tutti. Con la privatizzazione, potrebbe diventare un privilegio di pochi, soggetto alle leggi del mercato. Per curarsi, l’umanità deve operare una conversione ecologica globale. La recente Pandemia ci chiede di andare verso un nuovo modello e un nuovo modo di vivere, che ascolti tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri.
A livello personale, valorizzare l’acqua implica cambiare i nostri stili di vita, vincendo una certa resistenza. Significa svuotare il nostro cuore di cose e riempirlo di relazioni. Il contributo di tutti è utile, dai piccoli gesti quotidiani alle attenzioni domestiche. Usare l’acqua in modo razionale, ridurre il suo consumo, non inquinarla, non sprecarla. Piuttosto, condividerla con chi ne ha più bisogno.
In Italia, il consumo di acqua dipende molto poco da ciò che facciamo come singoli (solo una piccola parte) e molto di più (per il 90%) dall’agricoltura e dall’allevamento. Quindi, bisogna creare coscienza tra persone, gruppi, settori della società, religioni... L’impegno personale e comunitario, per essere efficace, deve diventare anche politico, altrimenti ogni sforzo, pur lodevole, sarà votato al fallimento. Come credenti e cristiani possiamo confidare sulle comunità, sulla preghiera, sullo Spirito che infonde coraggio per affrontare le odierne, grandi e inevitabili difficoltà. La situazione è già molto grave, bisogna agire con urgenza. Gli impatti ambientali colpiscono miliardi di persone. Chi ha a cuore la Pace mondiale e il futuro dell’umanità difende, fin da subito, il diritto universale all’acqua. Non possiamo più attendere!



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