Sentirsi accolti e amati…
Credo nell’importanza di compatire, anche se non si hanno soluzioni ai problemi. Ho cercato di mettermi nei panni degli ospiti di “Villa Misericordia” e il poco che potevo fare l’ho fatto con amore. Loro mi accompagnavano con la preghiera. Un giorno un uomo mi ha portato una corona del rosario: “Ho pensato a te, Berthe!”. Mai mancava il loro ringraziamento.
Questi fratelli e sorelle mi hanno fortificata. Mi rendo più conto della fortuna che ho di avere un tetto sotto cui vivere. Da loro ho appreso a condividere le gioie, anche quando i miei problemi avrebbero voluto rendermi triste. Ho imparato a lasciarmi insultare da alcuni, feriti dalla vita. Ed erano gli altri che mi difendevano. Le persone, bisogna accettarle come sono. Con loro, ho ritrovato l’importanza di salutare tutti, anche coloro che sono sconosciuti, secondo la nostra usanza africana. Un saluto, un sorriso non costano nulla e possono fare molto bene. Bisogna amare la persona al di là dei cattivi odori, degli abiti sporchi; lasciarci abbracciare anche se portiamo con noi un po’ di questo odore. L’importante è che si sentano accolti e amati. Devo vedere in lei Cristo, o un mio familiare.
Anche in Africa, si pensa spesso che aiutare i poveri significhi fornire mezzi materiali. “Ascoltami prima - ci dice il povero -, insegnami come prendere il pesce piuttosto che mettermelo in bocca”. Dobbiamo aiutare le persone a mettersi in piedi.







