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Da settant’anni prete missionario... Nozze di diamante…

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È difficile esprimere che cosa provo davanti a una ricorrenza così grande e insolita. Davvero, tanto tempo è passato da quel 28 marzo 1943, quando sono stato ordinato sacerdote a Vicenza. Mi sento come quei pochi sposi fortunati che arrivano a celebrare le nozze di diamante. Settanta o settantacinque anni non c'è molta differenza.

Applico a me le nozze di diamante, e mi fermo a considerare quale tenera intimità si crei tra gli anziani sposi che hanno vissuto un matrimonio d'amore, un amore che cresce nel dinamismo del matrimonio a tal punto che la dedizione dell'uno per l'altra fa dimenticare se stessi: amore fino a morire!

"Le misericordie di Dio"

Dice san Paolo: "Come Cristo ha amato la sua sposa (la chiesa), per cui ha dato la vita, così lo sposo ami la sua sposa". Perciò mi domando: "Io, che faccio parte della chiesa, o meglio, io che sono la chiesa, come ho amato il mio Signore?". C'è da rimanere confuso.

"Pietro, mi ami tu? Più di costoro?". "Signore, tu sai che ti amo!". Ma alla terza volta, Pietro si è ricordato di averlo rinnegato, in un momento di paura: "Signore, tu sai tutto. Sai, che ti voglio bene...". Nonostante l'avesse rinnegato.

Devo dire anch'io, con il profeta Geremia: "Le misericordie del Signore non sono esaurite..." (Lam 3,22). La misericordia di Dio, moltiplicata mille volte da essere definita al plurale: "le misericordie".

"Mi hai stretto al tuo cuore"

Quante volte la tua misericordia si è chinata su di me e tu, Signore, mi hai stretto al tuo cuore! E non hai permesso che mi allontanassi da te. Nessuna presunzione da parte mia. Sento sempre la tua Parola: "Sono io che ti ho scelto". Senza nessun merito, ma solo per la tenerezza del tuo amore! Mi hai scelto per essere tra coloro che hai chiamato amici, perché tutto ciò che hai udito dal Padre, me l'hai fatto conoscere (cf Gv 15,15).

Mi hai reso sale della terra e luce del mondo, padre delle anime, medico per coloro che hanno il cuore ferito, ministro della riconciliazione e del perdono, cooperatore di Dio e intermediario tra Dio e gli uomini (Conforti: Parola del Padre). Soprattutto mi hai chiamato a unirmi a Te, ogni giorno, nell'offerta perenne del tuo Sacrificio al Padre, facendo di me, indegno, un solo corpo e un solo spirito con te, facendo di me con te "un sacrificio perenne a Dio gradito" (3a preghiera eucaristica).

Non ho fatto nulla per attirare a te gli uomini, perché non ne avevo la forza, la capacità, il coraggio; ma tu, benevolmente, mandavi a me coloro che amavi, anche se non ti conoscevano, e io non ho fatto altro che parlare di te, del tuo amore: un amore così grande, fino a morire per noi.

Ho visto persone piangere di gioia a pensare che Dio le ama; perfino ho sentito un lebbroso dirmi con una luce negli occhi: "Sono cristiano! Ogni giorno ringrazio Dio per questa malattia, perché qui ho trovato Gesù, il mio Dio". E una giovane donna, sul letto di morte, mi ha detto con gioia: "Sto per andare in cielo e pregherò per te".

Come un fratello maggiore

I tempi del mio apostolato in Giappone, se pur brevissimi, sono stati i più belli, perché per la gran parte del tempo ho dovuto prendermi cura dei miei confratelli, come un fratello maggiore. Dio mi ha dato un amore forte per ciascuno di loro, tanto che ho rinunciato senza rimpianti alle gioie dell'apostolato.

Poi l'obbedienza mi ha chiamato ai più disparati compiti, che ho accettato sempre volentieri, con l'intima convinzione di aver offerto una volta per sempre la mia vita per le missioni, e sapendo che in ogni circostanza ero il servo di Yahwèh, in intima unione con Colui che mi ha amato.

Chiedo a chi mi ha voluto bene, di ringraziare con me il Signore per le tante grazie ricevute, e unirsi alla mia richiesta di perdono per le mie infedeltà e insufficienze.



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