Skip to main content
Condividi su

Se qualcuno è stato al santuario di Monte Berico (VI) avrà notato la statua della Madonna che immensa madre trattiene sotto il suo manto dei figli intimoriti, ma fiduciosi. Siamo nel primo mese mariano dell’anno.

La tradizione cristiana mette la Madonna col suo rosario in ottobre e in maggio, all’inizio dell’inverno e dell’estate come a protezione del periodo più difficile, l’inverno, e quello più laborioso, l’estate. Mi riferisco evidentemente al mondo contadino che viveva al ritmo delle stagioni. Dal cielo dipendeva la sua sopravvivenza: pioggia, sole, neve o grandine. Certamente, la gente in un mondo che aveva pochi mezzi e contava davvero sulla Provvidenza vedeva nella grande madre un luogo di rifugio, di riposo, di consolazione per poter affrontare con coraggio e fiducia le asprezze della vita. Si potrebbe pensare che adesso non sia più così e oggi con la tecnica, la scienza e la medicina sia un’altra cosa… La grandine, il freddo e la siccità hanno preso altri nomi e cioè solitudine, indifferenza, razzismo, fanatismo politico-religioso, violenza e altro ancora.

Viviamo in un mondo super collegato e nello stesso tempo sempre meno comunicativo a livello personale. Ci sono solitudini che un tempo, considerato arretrato, non esistevano. Il poveraccio un po’ sfortunato e suonato trovava sempre una scodella di minestra (vedi scena dell’albero degli zoccoli). Non si aveva paura ad accogliere questi disagiati, di fare due parole e di dare loro qualcosa. Ricordo che nella casa in stile colonico dove abitavo, avevamo un grande solaio, diviso tra la mia famiglia e quella del mio prozio. Qui avevano ricavato una stanzetta con tanto di stufa dove viveva un’anziana signora nubile, di nome Pierina. Aveva una gatta nera che diffidente girava per casa. Ogni giorno zia e nonna le facevano arrivare da mangiare. Ha vissuto cosi gli ultimi anni della sua vita. Ogni tanto salivo a trovarla e ricordo che nella sua stanza aveva un comò con una statua della vergine sotto una campana di vetro. Quella statua mi affascinava. C’erano anche dei fiori finti che mi sembravano belli.

Era una donna piccolina, sempre molto gentile. Ero bambino e non ho mai avuto l’idea di chiedere la sua storia. Probabilmente non felicissima, tuttavia aveva trovato assistenza e aiuto. Certo, oggi la burocrazia e le leggi impedirebbero un’accoglienza così. Tuttavia, ritengo oggi si badi molto all’igiene personale ma molto meno a quello del cuore. La gente faceva gesti concreti e sostanziosi di vicinanza. C’era un sentimento, la compassione, che coinvolgeva i più, perché sapevano che la sorte può girare da un momento all’altro. Questo modo di sentire bisogna assolutamente ritrovarlo. Non solo nelle città, ma anche nei nostri paesi, ormai diventati piccole città dove ci si conosce poco, magari solo tra parenti e anche fra loro c’è tanta distanza.

È vero esiste il telefonino, i messaggi, ma il buon Dio ci ha creato per vivere assieme, comunicare con gli occhi e le parole. Maria, saputo della cugina Elisabetta, non le ha mandato un SMS o un whatsapp ma in fretta è partita per un viaggio faticoso e rischioso. Per questo, sotto il manto della Madonna si trova tutta quella gente perché oggi come ieri la persona umana ha bisogno di ascolto, di parlare, di esprimere tutte le sue pene. I malati sono tanti, forse più di un tempo e quando sei malato questa società ti guarda con interesse finché servi…

Finisco con un ricordo della nonna Enrichetta. Quando ero piccolo, prima di entrare in seminario dai Saveriani, con la buona stagione mi diceva: “Fiore, dai che andiamo al cimitero a dire il rosario”. E lungo il viale alberato che portava al cimitero si sgranavano i chicchi del rosario come piccole grazie per i nostri cari e soprattutto per le anime abbandonate del purgatorio. Altre persone, verso sera, salivano al cimitero magari con altri bambini. Il cimitero è ancora là, pure il viale è ancora al suo posto ma non si vede gente che lo percorra col rosario in mano e magari con un/una nipote al fianco.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 3054.89 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Aprile 2010
La giornata dei ragazzi missionari di sabato 6 febbraio è stata una festa fatta di suoni, canti, immagini, messaggi. Le pareti del teatro dei salesia…
Edizione di Giugno/luglio 2026
S’è concluso, come da tradizione, al Parco della Mondialità di Gallico il Concordo Missio Ragazzi 2025-2026 che aveva per titolo: “Tu sei salvez…
Edizione di Luglio/agosto 2004
La goccia d’acqua scava la roccia Non c’è caldo né freddo che tenga; niente le ferma. Può piovere o nevicare, può far vento o nebbia…, puntualmente…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito