Scuola di Missione: Saper riposare nelle tribolazioni - Saverio /6
Nella lettera in cui descrive il viaggio verso Goa, all'improvviso, il Saverio offre l'interpretazione più profonda della sua esperienza missionaria. Scrive:
“I disagi di una così lunga navigazione, la preoccupazione delle molte infermità spirituali, la dimora in una terra tanto soggetta a peccati di idolatria e così difficile da abitare per il gran caldo, sono tutti disagi che se si accettano per Cristo, costituiscono un grande refrigerio e occasione di grandi consolazioni. Coloro che gustano la croce di Cristo, si riposano giungendo a queste tribolazioni e muoiono quando ne sono fuori. È peggio della morte vivere lasciando Cristo, dopo averlo conosciuto, per seguire le proprie opinioni o inclinazioni! Non vi è una pena uguale a questa. Al contrario, quale riposo vivere morendo ogni giorno, cercando non le nostre cose, ma le cose di Cristo!”.
Concludendo la lettera, Saverio chiede consigli ai compagni:
“Circa il modo da seguire con questi pagani e musulmani, scrivetemi a lungo, poiché spero che per mezzo vostro il Signore mi faccia conoscere la via da seguire per convertirli alla sua santa fede. Spero in nostro Signore, che mi siano rese manifeste dalle vostre lettere tutte le mancanze che avrò compiuto in questo frattempo e che io possa in futuro emendarmene. Frattanto, per i meriti della santa madre chiesa, in cui ho riposto la mia speranza, confido che Cristo nostro Signore mi conceda la grazia di servirsi di questo mio inutile strumento per stabilire la sua fede tra i pagani. Infatti, se la Maestà divina si servisse di me, sarebbe una grande umiliazione per coloro che valgono tanto e accrescerebbe le forze di coloro che sono pusillanimi, nel vedere come io - pur essendo polvere e cenere, e anche della qualità più spregevole - sia un valido testimone della necessità di operai”.
Francesco “gusta la croce di Cristo” e “cerca gli interessi di Cristo”.
Per questo egli trova riposante il “vivere morendo ogni giorno”, andando contro il proprio volere. Di questa apertura egli dà immediatamente un grande esempio, chiedendo consigli e istruzioni ai suoi compagni in Europa, che sicuramente avevano meno esperienza di lui.
Rimane difficile immaginare che cosa intenda il Saverio quando afferma che attraverso l'amore alla croce di Cristo i disagi diventano fonte di consolazione . Credo che l'unica cosa da fare sia ricordare spesso queste parole misteriose, imparandole quasi a memoria, e provare a fare come lui, nelle nostre situazioni personali, per vedere se le cose stanno davvero come lui dice. È importante, in ogni caso, riconoscere che per il Saverio la missione non si esaurisce nell'azione - neanche la più santa, l'evangelizzazione -, ma si radica e si compie nell'impegno spirituale personale. Per Francesco la missione è imitazione di Cristo.








