Skip to main content

P. Beduschi: 60 anni di sacerdozio missionario

Condividi su

Padre Roberto Beduschi, saveriano cremonese, ha celebrato sessant'anni di sacerdozio missionario. È missionario in Brasile da oltre 30 anni. Lui si è dedicato anima e cuore alla gente e la gente gli vuole un sacco di bene.

Sono stato ordinato sacerdote il 20 aprile 1946, in casa del vescovo, perché la cattedrale di Parma era rovinata dai bombardamenti. Nel 1950 mi hanno chiesto di dedicarmi alla stampa missionaria, per diffondere “Missionari Saveriani”. Abbiamo iniziato con 4.500 copie e dopo dieci anni eravamo già arrivati a 45mila copie. Questo ha contribuito ad aumentare l'interesse missionario nelle diocesi italiane.
Ho poi lavorato nella parrocchia del Sacro Cuore a Parma, che allora era affidata ai saveriani.

Dal centro alle comunità

Arrivato in Brasile nel 1973, la prima esperienza l'ho fatta a Goio-Eré, una parrocchia che stava nascendo. La chiesa principale era grande: conteneva oltre mille persone. Ero entrato nel cuore dell'attività pastorale, quando mi hanno mandato a San Paolo per ravvivare l'attività tipografica saveriana e dirigere il mensile “Kosmos” (l'equivalente brasiliano di “Missionari Saveriani”).

Nel 1984 sono stato inviato a Piraju. Capii subito che c'era bisogno di dare un nuovo impulso alla pastorale. Non bastava più che il missionario lavorasse restando nella chiesa principale. Così ho cominciato a re-inventare la parrocchia come “comunione di comunità”.

La grande fatica è stata questa: promuovere iniziative, eventi e movimenti, partendo non dal centro ma dalle comunità. Le comunità non potevano essere considerate solo come “cappelle” di periferia. Questa fatica pastorale è stata davvero un'esperienza eccezionale e gratificante. Abbiamo rinnovato la città di Piraju.

La missione più ...missionaria

Ma l'esperienza più forte della mia vita sono stati i cinque anni - dal 1978 al 1983 - trascorsi nella periferia di San Paolo. Avevo chiesto a mons. Angelico, vescovo ausiliare di San Paolo, un luogo dove mettermi a servizio. Mi disse: “Lei è missionario. Vuole un posto dove fare il missionario? Allora le do la missione più missionaria del mondo. Accetta?”. Risposi: “Eccomi!”. Mi indicò un luogo nella zona occidentale. Andai lì, nel nuovo quartiere di San Bonifacio, che stava sorgendo. Mi sembrava di essere approdato su Marte. Chilometri e chilometri di casette, tutte eguali, sulla terra rossa. Non c'erano strade asfaltate; non c'era un albero tutto attorno...

Davanti a questo scenario, ho pensato: “Quali vie Dio sta preparando per noi?”. Ho cominciato a vivere lì. Dopo alcuni mesi andai a parlare con l'arcivescovo mons. Paolo. Gli domandai se sapeva cosa avveniva nella zona ovest della città. Mi disse di no. Lo invitai a vedere la situazione da vicino. Quando vide com'era la realtà, si mise a piangere e inserì la pastorale nelle periferie tra le priorità della diocesi.

La grande forza del vangelo

Dedicavo il mio tempo al mensile “Kosmos” e alla visita delle famiglie. Chiedevo permesso: “Scusate, c'è qualcuno?”. Le porte si aprivano e la gente domandava: “Chi è lei?”. “Sono un prete”. A volte erompeva un grido di sorpresa: “Un prete? Sono dieci anni che non vediamo un prete!”. E invitavo la gente a partecipare alla Messa domenicale.

Ricordo bene la prima Messa che celebrai in quel luogo. C'erano 12 persone e dissi così: “Fratelli e sorelle, guardiamoci negli occhi. Siamo come gli apostoli nell'ultima cena. Vedrete come cambierà la situazione entro qualche anno!”. Così ho cominciato l'apostolato nei quartieri, visitando venti famiglie al giorno, mentre la Messa domenicale diventava sempre più frequentata.

Quest'esperienza missionaria vissuta in periferia di San Paolo ha marcato profondamente la mia vita di sacerdote. Quelle parrocchie sono ora piene di fervore, ma sono nate dalla semina fatta all'inizio. Quante persone lontane dalla chiesa sono state evangelizzate dalla Parola di Dio! È stato un vero miracolo. Ho visto nascere una chiesa dal nulla. Ho capito che il vangelo ha una forza trasformatrice che non ha confronti!

Dieci saveriani sono stati ordinati sacerdoti il 20 aprile 1946: p. Beduschi Roberto, p. Contarini Lorenzo, p. Crotti Giovanni, p. Martini Vittorino, p. Nardello Antenore, p. Pasini Guglielmo, p. Pellizzari Adelino, p. Picci Giovanni, p. Pugnoli Virginio, p. Zaltron Giovanni. Il primo ha festeggiato in Brasile; l'ultimo a Vicenza; gli altri otto hanno festeggiato in cielo.


Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2177.75 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Dicembre 1999
È con grande gioia e meraviglia che la famiglia si raccoglie attorno al bambino nell'occorrenza del suo primo compleanno. È festa grande per tutti, p…
Edizione di Maggio 2005
Ho trascorso diciotto giorni nel nord della Sierra Leone, in Africa occidentale. Don Sergio De Cecco, don Davide Cicuttin, Flavia Lavezzi ed io siamo…
Edizione di Settembre 2008
Il 31 maggio, dopo aver presieduto all'Eucaristia per la santificazione del clero, il vescovo di Brescia, mons. Monari è arrivato nella chiesa di San…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito