Scelta dei più poveri, P. Paloschi e la missione in Brasile
Padre Dante ricorda p. Emilio Paloschi, suo compagno di missione in Brasile, morto il 23 maggio 2010.
Padre Emilio Paloschi arrivò in Brasile nel 1973 insieme a p. Roberto Beduschi. Fu nominato rettore della comunità di studenti di teologia a Curitiba. Era tempo di cambiamenti, e lui ebbe molto equilibrio. Incaricato della formazione missionaria, insisteva che ogni rettore fosse un autentico formatore insieme alla sua équipe e preparasse il progetto comunitario con obiettivi e metodi.
La svolta... periferica
Nel 1977 diventò parroco di "Nossa Senhora de Fátima" a Londrina. Subito si preoccupò della formazione dei laici, curando la partecipazione ai vari movimenti ecclesiali. Un giorno, una donna lo trovò in chiesa, seduto sotto l'altare in preghiera e meditazione. La signora, che aiutava alcune famiglie povere della favela "Novo Amaro", ebbe il merito di risvegliare l'interesse di p. Emilio per i quartieri di piccole case popolari che erano alla periferia della parrocchia.
Nel 1978, quando i saveriani del Brasile fecero la scelta di privilegiare le periferie e istituirono le comunità ecclesiali di base (Cebs), p. Emilio e p. Giorgio Gagliani si dedicarono esclusivamente a quella grande parte della loro parrocchia. Così, andarono ad abitare in una casetta presa in affitto e usavano solo il motorino, vivendo poveramente come la loro gente. Ogni quartiere divenne una comunità cristiana, ciascuna con un gruppo di laiche e laici impegnati e attività pastorali autonome. Ottennero pezzi di terreno dove sorsero prima capannoni in legno e poi chiesette in mattoni, costruite dai fedeli. Oggi, i cinque quartieri sono diventati tre grandi parrocchie, di cui solo una è gestita dai saveriani.
Con i poverissimi
Nel 1984 p. Emilio fu trasferito a Embù, nella grande San Paolo, per prendersi cura di alcuni rioni con abitati poverissimi. Incentivò la partecipazione alle associazioni di periferia per rivendicare mezzi pubblici, luce, acqua e asfalto. Costituì le comunità ecclesiali di base preparando i laici alle varie attività di liturgia, catechesi e pastorale sociale. Per risolvere il problema dei tanti "meninos de rua" egli destinò tre saloni della ad asilo per i più piccoli e a doposcuola per i più grandi.
Ho rivisto padre Emilio a Cremona, quando tornava dalla Scozia per far visita alla sorella Selene. Era ancora semplice, sereno, sorridente. Partecipava alla vita della comunità e andava nelle parrocchie dove lo mandavamo. Scoperta la malattia, Selene gli rimase sempre vicino, con dedizione fraterna fino all'ultima ora di vita.








