Saveriani, 70anni a s. Pietro in Vincoli (RA): Inizi e Sviluppo
Tema del "Paginone" di questo numero: "Auguri alla casa saveriana di S. Pietro in Vincoli (Ravenna) che compie 70 anni"
La fondazione
Il giorno dei funerali di mons. Conforti, 9 novembre 1931, si recò a Parma mons. Antonio Lega, arcivescovo di Ravenna e suo successore.
Lì seppe che i Saveriani erano in cerca di una Casa per il noviziato dei fratelli. Mons. Lega era in contatto con le sorelle Vignuzzi, proprietarie di una casa a S.Pietro in Vincoli, che desideravano donare con tutto l’appezzamento del terreno circostante ad un’opera religiosa. A distanza di alcuni mesi la donazione ebbe corso legale. Il 15 ottobre 1932 arrivarono i primi missionari Saveriani.
"Così la villa, che in altri tempi ospitò Byron, ora echeggia delle voci degli aspiranti missionari. L’Istituto di Parma conta una nuova filiale, che diventa centro di irradiazione dello spirito missionario nella forte e generosa Romagna. Confidiamo che la nuova Casa missionaria avrà eccellenti sviluppi e diverrà veramente culla di apostoli… I nostri più vivi ringraziamenti alle pie benefattrici come agli Ecc.mi vescovi di Forlì e Ravenna, che ci hanno così favorevolmente accolti". Ecco uno stralcio pubblicato sulla rivista saveriana Le Missioni Illustrate del mese di dicembre 1932
Fase della floridezza
È una felice e feconda unione quella che lega i Saveriani e la Romagna. La Casa divenne luogo ideale di formazione di tanti giovani provenienti da ogni parte d’Italia. Neanche la guerra riuscì ad interrompere questa attività. Fu colpita dalle granate, sequestrata dai tedeschi, invasa poi dalle truppe alleate. Negli anni ’50 frotte di giovani la riempirono di nuovo, ma con altri propositi. Ogni anno un gruppo diverso di 60-70 giovani, rimpiazzava quello dell’anno precedente. L’anno del noviziato trascorso tra queste mura, fu una tappa importante della loro vita.
Nei primi 40 anni di vita la Casa di S.Pietro in Vincoli ha dato molti frutti. Dai seminari di Cesena, Faenza, Modigliana, Imola e Forlì entrarono oltre una ventina di giovani. Già prima dell’apertura della Casa, dalla Romagna si fecero Saveriani i padri Alfeo Emaldi di Lugo, Romano Turci di Castiglione di Cervia, i fratelli pp.Mario ed Enrico Frassineti di Dovadola. I loro compagni di studi, divenuti sacerdoti nelle varie diocesi romagnole, ancora oggi sono gli amici più vicini, che stimano la Congregazione e ci accolgono volentieri nelle loro parrocchie.
Periodo della crisi
Col trasferimento del noviziato a Nizza Monferrato nel 1970, la vecchia villa dei conti Gamba, poi della famiglia Vignuzzi, venne a poco a poco "inghiottita dalle erbacce" e fu lì lì per essere venduta. La crisi delle vocazioni si fece sentire, anche se la Casa rimase disponibile per accogliere gruppi di giovani e ragazzi. Nell’ottobre del 1982 si celebrarono i 50 anni di fondazione, alla presenza dei primi due Saveriani entrati nel 1932: p.Antonio Aliprandi e fr.Angelo Dalla Valle. Ma nulla faceva presagire di scampare a una fine ingloriosa.
Segno della svolta
Ci fu, è vero, l’interessamento del card. Tonini, allora arcivescovo di Ravenna. Ma le sue intenzioni erano di utilizzare la Casa per ospitare i tossico-dipendenti. La presenza di molti amici e benefattori suscitò preghiere intense affinché il fondatore, mons.Conforti, facesse il miracolo della rinascita.
L’inverno stava per cessare, dopo che il ghiaccio del gennaio 1985 aveva fatto saltare tutte le tubature. I lavori di riparazione segnarono l’inizio della ripresa. La Comunità si ricompose e ricevette nuove forze di personale.
All’inizio della strada privata che conduce al parco, c’è un cartello che indica: Missionari Saveriani, Centro di Spiritualità Missionaria. In questi ultimi dieci anni la Casa è stata rivalorizzata. A varie riprese si sono apportati miglioramenti alle strutture così da renderla ospitale ed accogliente. La presenza di tre cappelle, la rendono adeguata allo scopo primario della sua specificità: luogo di preghiera e di spiritualità missionaria. La chiesetta di s.Teresa d’Avila, situata nel parco, ne è il simbolo del passato e del futuro.







