Messaggi dalle chiese: Incontro, dialogo e condivisione
Pubblichiamo parte della relazione che il vescovo di Tunisi, mons. Maroun Lahham, ha tenuto a Mazara del Vallo sul tema, "Cristiani e musulmani: quale possibile condivisione?".
La principale sfida comune è accettare l'altro così com'è, senza violenza né disprezzo, e senza dover nascondere la differenza. Questo permette di scoprire che le diverse appartenenze religiose e culturali possono essere complementari, anziché contraddittorie.
Il primo passo verso una possibile condivisione con l'Islam, che ritengo possibile, è il dialogo.
Ma già prima della condivisione e del dialogo, c'è l'incontro, lo scoprire la presenza dell'altro: il dialogo autentico è frutto dell'incontro che si fa parola. Ci sono incontri che non sbocciano sulla parola, perché non sentono il bisogno di essere esplicitati. È il caso di molti dialoghi fra cristiani e musulmani nel mondo arabo: una specie di modus vivendi ereditato da lunghi secoli che fa vivere insieme senza un dialogo esplicito e profondo.
La condivisione non può essere altro che un dialogo di pura testimonianza. Per evitare gravi malintesi e dolorose delusioni bisogna stabilire una certa intesa preliminare sul significato della condivisione: è necessario sapere perché si intraprende il dialogo, che cosa ci si aspetta, quali sono gli scopi che ci si prefigge, quali sono le sue possibilità ma anche i suoi limiti, quali sono le soluzioni in caso di vicoli ciechi o di fallimenti. Un accordo su tutti questi aspetti non è scontato, mentre il dialogo-condivisione ha il dovere di rispettare le differenze irriducibili fra religioni. Altri terreni di condivisione possono essere la preghiera, la fede vissuta nella vita concreta e l'impegno per la giustizia.








