Sardegna, atto terzo
Mi presento a tutte e tutti voi, anche se il mio nome e volto non vi saranno nuovi. Sono p. Piero (Pietro) Pierobon, di origine veneta, classe 1958. Sono entrato dai Saveriani a Vicenza alle scuole medie e dopo lo studio della Teologia in Casa Madre, sono stato ordinato presbitero nel 1983, insieme a 12 confratelli di cui 4 sardi.
Sono stato in Africa solo 12 anni: il primo nella savana del Ciad e i restanti 11 in Camerun, a servizio della Chiesa in terra Bamileké, sugli altipiani dell’Ovest, nella città di Bafoussam (parrocchia di Koptchou). In questa città abbiamo iniziato una nuova presenza come Saveriani e abbiamo lavorato per costruire prima di tutto la Comunità cristiana e poi anche vari muri per la chiesa e per le scuole. Anche questo è un servizio richiesto ai missionari, specialmente a quelli che arrivano in un posto nuovo.
È stato un periodo entusiasmante, una bella esperienza di cammino con le persone in una Chiesa viva e molto dinamica. Il nostro impegno primario era quello di annunciare il Vangelo di Gesù nel suo significato più profondo e anche etimologico: portare una buona-bella notizia.
Poi, sono rientrato in Italia, a Roma, e nel 1998 a Macomer, per il servizio dell’animazione giovanile. Sono stati 10 anni intensi, belli, ricchi di incontri e di numerose attività, che mi hanno permesso di conoscere tanti giovani e di visitare molte famiglie e parrocchie un po’ in tutta l’isola. Vista la necessità, negli ultimi 2 anni di presenza sull’isola, sono stato anche rettore a Macomer.
Concluso il periodo in Sardegna sono passato a Roma, a Missio: una realtà della Conferenza Episcopale Italiana a servizio della missione. Mi è stata affidata la cura di Missio-Ragazzi (quella che tanti anni fa era conosciuta con il nome di “Infanzia Missionaria”) e il compito di assistente nazionale di Missio-Giovani. Conservo un ricordo entusiasmante perché ho allargato il mio orizzonte: sia per le tante attività svolte in Italia, sia per gli incontri a livello europeo e negli altri continenti.
Gli anni successivi sono stati un po’ più spezzettati: tre anni a Taranto come superiore, un anno a Brescia, nella Libreria dei popoli, un altro anno per seguire il passaggio della casa saveriana di Macomer alla Diocesi di Alghero-Bosa, quattro come superiore a Desio in Brianza e altri tre a Tavernerio, vicino a Como.
Nel 2022 sono arrivato in Romagna… libero da ogni incarico. Dopo un periodo “sabbatico”, mi è stata affidata la cura della Parrocchia di Villafranca, nella periferia di Forlì.
Ora, torno in Sardegna, in questa terra che ho sempre considerato come la mia seconda casa e dove mi sento a casa. Nel mio servizio missionario non mi sono mai sentito fuori luogo perché, ovunque, c’è bisogno di annunciare il Vangelo. Forse, la missione è ancora più difficile in Occidente, in una cultura dal carattere autoreferenziale e che sembra aver dimenticato le sue radici cristiane. Il resto ce lo racconteremo strada facendo, insieme.







