San Guido ci scalda il cuore! Teologi di Parma a Ravenna
di: Alessio, Jacques, Francisco.
Vivere la canonizzazione di Guido Conforti come provocazione, per rimettere al centro la chiamata a una vita cristiana esigente e per riscoprirsi innamorati del sogno di san Guido di "propagare ovunque il regno del Padre". Questo è lo slancio che i saveriani in Italia hanno voluto seguire nel 2012, un anno segnato dalla gioia della riscoperta di avere un fondatore "santo".
A cuore aperto
Proprio attorno all'urgenza del sogno missionario di san Guido si sono incontrate due realtà: da una parte i progetti formativi di molti insegnanti di religione di diverse scuole di Ravenna e provincia, sospinti dal desiderio di approfondire la figura di mons. Conforti, che è stato arcivescovo di Ravenna dal 1902 al 1904, e dall'altra la passione per l'animazione missionaria che la comunità internazionale degli studenti di teologia di Parma ha messo al centro del proprio cammino.
Da questo incontro ha preso forza l'idea che è possibile ancora oggi, nel 2012, scaldare il cuore dei ragazzi delle scuole italiane con il desiderio della missione: un invito a porsi in ascolto del mondo, ad aprire il cuore agli altri, a tornare a guardare a Cristo nella nostra storia.
Parole che diventano concrete
Coordinati da Giovanni Gardini, i docenti di sei istituti scolastici - dalle elementari alle medie e al liceo - hanno approfondito la figura del vescovo Conforti durante alcune ore di lezione: il suo sguardo sul mondo intero, i suoi piedi per terra nella realtà di Ravenna e di Parma, il suo ideale di servire tutti i popoli "lontani", privilegiando gli ultimi e annunciando il vangelo di Cristo.
Il cammino degli alunni ha così incrociato quello della comunità dei giovani studenti saveriani di Parma. Per quattro lunedì la carovana dei saveriani si è fermata nelle scuole e ha goduto dell'accoglienza degli insegnanti e della curiosità ben visibile sui volti dei ragazzi. Nelle ore passate insieme, i giovani alunni si sono lasciati coinvolgere in un viaggio interessante nelle situazioni del mondo. Tra le musiche e i balli di altri popoli e le immagini delle missioni saveriane, nell'incontro con gli studenti di sette nazionalità, hanno iniziato a colorarsi e a diventare più concrete le parole di san Guido: "fare del mondo una sola famiglia".
Quale sarà la prossima città?
Sette popoli sono sette sguardi diversi sul mondo; eppure, i giovani teologi di Parma vivono in una comunità che è come la loro famiglia. È follia? Forse sì; ma per noi è una ricchezza abbondante, capace di testimoniare che "veramente Dio non fa preferenza di persone" (At 10, 34). È una ricchezza che non si può né comprare né vendere: nasce dalle braccia di Cristo in croce. Una ricchezza che non si può possedere: il contagio avviene nell'amore, proprio come noi giovani saveriani abbiamo testimoniato con le nostre storie e la nostra chiamata a seguire più da vicino Cristo, abbracciando il sogno di san Guido.
Le immagini viste, le canzoni cantate, i racconti ascoltati non hanno lasciato indifferenti, come ci ha confermato la maestra Sabrina: "La vostra testimonianza ci ha fatto sentire al centro del mondo. Avete proprio ragione: lo sguardo fisso su Gesù non ci farà vacillare nella fede né temere. Grazie di tutto!".
In realtà, il ringraziamento più grande è da rivolgere proprio agli insegnanti, che si sono fatti missionari e si sono lasciati conquistare dalla provocazione di un vescovo innamorato di Cristo e del mondo. Grazie allora a Ravenna, accogliente e piena di entusiasmo.
I saveriani rimangono disponibili a continuare le tappe di questa carovana tra scuole, università e centri giovanili...
Quale sarà la prossima città, la prossima scuola, il prossimo oratorio... che deciderà di aprire le porte?







