Ritiro di Pasqua con i ragazzi
Stanchi di camminare, cominciamo a correre.
La frase del sottotitolo"Stanchi di camminare...", è anche il tema che ha guidato la "tre giorni" di preparazione alla Pasqua, vissuta da giovedì a sabato santo dai saveriani di Ancona. È il terzo anno che proponiamo questa esperienza ai ragazzi dai 16 ai 18 anni. È un'esperienza nata dal desiderio di offrire un'occasione per scoprire il senso della Pasqua attraverso la Parola di Dio, ma anche nei suoi aspetti missionari, e cioè nella sua caratteristica di annuncio.
La cena e la passione
Il ritiro è cominciato giovedì pomeriggio, cercando di comprendere meglio il senso dell'Ultima Cena. Siamo partiti dalla vicenda dei discepoli di Emmaus e da come riconobbero Gesù allo spezzare il pane. Abbiamo cercato nei testi che raccontano la vita di Gesù, cosa significasse "spezzare il pane".
Venerdì, giorno della passione e della via crucis, è stata l'occasione per comprendere più a fondo la liturgia e la venerazione della croce. I ragazzi si sono confrontati sul motivo per cui Gesù "doveva soffrire", come lui stesso ricorda ai discepoli.
L'incontro con i sofferenti
Per questo, abbiamo trascorso alcune ore con gli ospiti di alcune realtà di accoglienza di Ancona. La prima era "Il focolare", una casa che accoglie uomini e donne malati di Aids. Ci hanno parlato di come trovano senso e gusto per la vita con l'aiuto del direttore Luca e di Franco, ospite di lunga data.
La seconda comunità che abbiamo visitato è a Massignano: una casa che accoglie ragazzi impegnati in un percorso di recupero dalla tossicodipendenza. Nel pomeriggio abbiamo riflettuto sulle testimonianze dei ragazzi. Abbiamo compreso che la via crucis di Gesù ci aiuta ad affrontare la sofferenza e i momenti difficili della vita. La via della croce, infatti, è la via che deve prendere ogni uomo e donna che vuole realizzare il sogno di amare fino in fondo, di donarsi e di donare la vita per gli altri.
Con le clarisse di Pollenza
Abbiamo terminato l'esperienza sabato, facendo visita alle sorelle povere di santa Chiara (monache clarisse) di Pollenza. Qui abbiamo ascoltato la loro testimonianza: l'incontro con Cristo risorto ha cambiato la loro vita e continua a cambiarla, riscaldando i loro cuori come ai discepoli di Emmaus.
Dopo il pranzo siamo tornati ad Ancona, per rimettere la casa in ordine, e ci siamo salutati. Così ognuno è potuto andare a vivere la grande Veglia pasquale nella propria parrocchia. Possiamo dire che, stanchi per la camminata della settimana, abbiamo cominciato a correre verso la meta, che era l'incontro con Cristo nelle comunità di origine.








