Ristoro, riposo, incontri e amicizia
Il 17 agosto arriviamo in 19 nella casa di Molveno per un soggiorno di quindici giorni, da varie parti d’Italia: Vicenza, Milano, Brescia, Padova, Udine. Anche l’età è diversa: il più giovane ha 22 anni e il più anziano 84. Nella diversità ben presto troviamo il modo di vivere insieme.
Sono presenti p. Sergio, come animatore, p. Tommaso, p. Giuseppe, fratel Gigi e per alcuni giorni anche p. Gianni Brentegani, redattore di Missionari Saveriani. Arricchiscono il gruppo, in tempi diversi, sei coppie di sposi, che mirabilmente sono unite nel servizio e impegno per le missioni. Quasi tutti si conoscono e sono pochi quelli che si incontrano per la prima volta. Sono volontari nelle comunità saveriane d’Italia: collaboratori per qualche servizio nell’orto, nella portineria, nella contabilità, nell’animazione… Hanno una lunga storia di conoscenza dei missionari e anche di viaggi in alcune nazioni in cui lavorano i saveriani.
Per il nostro soggiorno, e per vivere insieme in amicizia, ci sono alcune iniziative libere di preghiera, di lavori utili, di escursioni sui monti… Alcuni momenti del mattino e della sera sono riservati alla celebrazione dell’Eucaristia, alle lodi e ai vespri. “Qui mi trovo bene; per me è come un periodo di esercizi spirituali”, dice Giancarlo Pelizzari, che è uno dei più fedeli agli appuntamenti di Molveno. E tutti sperimentano quanto è utile nella stanchezza, nella vita quotidiana avere un tempo libero di riposo, di silenzio, di preghiera, di vicinanza con la natura e di amicizia con altre persone.
Fratel Gigi Pinna, economo della Direzione generale a Roma, coordina l’attività in cucina. Ogni giorno c’è una sorpresa. Le signore Lorella, Lella, Simonetta, Luciana, Sandra gli danno una mano e aggiungono la loro esperienza, tanto che a tavola ci si deve preoccupare dell’aumento… di peso. Guido e gli altri bravi mariti collaborano nel lavare i piatti, asciugare, riordinare, spazzare… La sera, dopo la cena, è spontaneo trascorrere un po’ di tempo per raccontarsi con l’immancabile bicchierino di sambuca o acqua di vite. Per allietare una serata, p. Tommaso ha portato oggetti-regalo da distribuire con il gioco della tombola,
Per l’attività sportiva, i più anziani si limitano al giro del laghetto che si trova alle appendici del grande bacino; i più vigorosi fanno il giro del lago in due ore con passo veloce o in tre ore con passo contemplativo; i supersportivi (Giancarlo e Guido) salgono sull’Altissimo, a più di 2.000 metri, in una bellissima giornata di agosto. È difficile descrivere panorami, sentimenti, entusiasmi, riflessioni suscitati dalla bellezza delle montagne e dall’esperienza di amicizia, ma certamente i quindici giorni sono un impulso per un nuovo anno e per un rinnovato impegno.
Abbiamo ricevuto numerose visite. Ottavio Framarin con moglie e due figli; Luigi, figlio di Giancarlo e Lorella; Umberto con la moglie su una possente motocicletta; tre amici di Francesco, il più giovane del gruppo e il figlio di Gaetano; mons. Natalio Paganelli, amministratore apostolico della diocesi Makeni, in Sierra Leone; Stefano con consorte, già studente di teologia a Parma e da vent’anni in Inghilterra. Da ultimo, è nostro ospite don Giovanni, anziano parroco di Andalo, che per molti anni ha ospitato i missionari di Vicenza nella sua comunità.







