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La tua morte ha sorpreso tutti, non solo nella tua parrocchia di Pomponesco (MN), ma anche nella diocesi di Cremona. In meno di tre mesi, sei giunto alla fine della vita terrena. Dopo vari ricoveri ospedalieri, hai chiesto di tornare a casa, presso la tua amata famiglia, nella cascina circondata dai campi e lontana dai rumori.

La piazza stracolma di gente

I parrocchiani e tanti amici hanno pregato per te, chiedevano sempre tue notizie e desideravano vederti. Sono venuto anch'io sei giorni prima che ci lasciassi. Ho cercato di scherzare, per nascondere la mia pena, e tu mi guardavi con un lieve sorriso sulla labbra. Ti ho rivisto la domenica successiva, festa della Madonna Assunta, con la stessa espressione sul volto, ma gli occhi chiusi per sempre. Sei spirato come se avessi fretta di incontrare la Madonna, di cui eri tanto innamorato.

Il tuo funerale è stato un trionfo. La chiesa era stracolma di gente, così pure la piazza e i portici. C'era il vescovo Dante che ha presieduto la Messa, assistito dai tuoi compagni di classe e da altri 60 sacerdoti. In prima fila, la mamma novantaseienne, i fratelli, le sorelle e i nipoti, e subito dietro le autorità dei comuni di Pomponesco e Viadana con i gonfaloni, e i rappresentanti di varie associazioni.

Il testamento spirituale

Caro don Romano, in quaresima avevi scritto il tuo testamento spirituale. Lo ha letto in chiesa il vescovo, con un commento sobrio e chiaro. Ringraziavi la SS.ma Trinità da cui hai ricevuto tutto, per arrivare poi alla tua numerosa famiglia e ai cari genitori, che ti hanno educato alla fede con la loro vita esemplare, "vissuta con tenacia, serenità e disponibilità, con la casa sempre aperta a tutti, disponibile e accogliente".

Poi, hai ricordato la chiesa di Cremona, e in particolare mons. Bolognini, che ti ha ordinato sacerdote, e mons. Elio Testa, parroco di Sabbioni di San Matteo, che ti ha seguito con amore paterno. Hai citato le parrocchie che hai servito: Pomponesco, S. Pietro di Viadana e Cividale Mantovano, dove hai trasmesso la tua fede profonda, la gioiosa speranza e la carità concreta.

Non hai dimenticato il seminario, i superiori, gli insegnanti e i tuoi 18 compagni di classe, con cui "hai sempre formato un'allegra e vivace comunione".

"Hai seminato molto"

Riporto la bella testimonianza delle parrocchiane Diana Grazzi e Sandra Bellini. "Abbiamo collaborato con te quasi ogni giorno e sentiremo la tua mancanza. Eri un uomo speciale, semplice e buono, radicato profondamente a una fede vera e convinta, che stava sempre al primo posto nei pensieri, nelle parole e nelle azioni.

Sapevi ascoltarci, consigliarci e aiutarci nei momenti difficili e riuscivi con la tua bontà a manifestarci la misericordia di Dio. Le persone, che hanno avuto la fortuna di conoscerti ne sono tutti testimoni. Il tuo motto era: "Semina e raccoglierai". Questo ci hai insegnato con gli esempi della tua vita. Noi ne faremo tesoro. Hai seminato molto e bene; certamente raccoglierai molti frutti".

"Simpatico, buono e umile"

Nonna Carla Guatelli ha dato l'ultimo saluto a nome degli anziani. "Ricordo le belle vacanze estive in Valle Aurina, con i ragazzi e i giovani. Stavo attraversando un brutto periodo e lei mi sorprese con questa domanda: «Perchè non vieni in montagna con noi?». Accettai e non rimasi delusa: dimenticai d'incanto dispiaceri e preoccupazioni, grazie alla compagnia meravigliosa di tutti.

Alla fine del soggiorno, non ha letto il resoconto delle entrate e delle uscite: bastava sapere che tutti fossero rimasti contenti. Oggi la ricordo come l'amico simpatico, buono e umile con tutti, che mai ho visto arrabbiato. La ringrazio con tutto il cuore e la prego di vegliare sul nostro paese e soprattutto sui nostri giovani. Arrivederci in cielo!".

Non ti dimenticheremo don!

Ecco le parole di saluto a don Romano Gardini da parte dei giovani di Pomponesco.

Noi giovani siamo qui tutti insieme e il tuo ricordo vive tra noi. Quando abbiamo saputo che saresti dovuto andare in ospedale, ognuno di noi si era illuso che fosse solo per una semplice visita. Ogni giorno aspettavamo tue notizie, perché stare senza di te era difficile. Quando venivamo a trovarti capivamo che soffrivi, ma tu riuscivi a darci la forza e il coraggio di sperare nella tua guarigione.

Quando quello strano suono di campane ha raggiunto le nostre case, abbiamo capito che ormai non eri più tra noi. All'inizio abbiamo pianto e ci siamo sentiti vuoti, come se qualcosa ci avesse portato via parte dei nostri ricordi. Poi abbiamo capito che non ti avevamo perso, ma che eri diventato ancora di più una parte indelebile nei nostri cuori.

In questo momento ti immaginiamo al banchetto del Padre, seduto come eri solito, la testa reclinata di lato e la sigaretta nella mano destra. Siamo sicuri che in questo momento ci stai già guardando e ti stai chiedendo: "Chissà perché piangono?". Per una volta la risposta proviamo a dartela noi: non dobbiamo piangere, perché ciò che non c'è più è la sola carne, ma la tua anima è più vicina a noi.

E ora, senza che lo sappiamo, ci stai porgendo un fazzoletto per asciugare le lacrime e ci offri un sorriso, incoraggiandoci a vivere il domani come tu ci hai insegnato e come continuerai a insegnarci dal cielo. Abbiamo mille ricordi che mai dimenticheremo e sentiremo la tua mancanza.

Ciao don, e adesso che sei in cielo, ogni tanto guarda giù e pensa ai tuoi giovani.                                        

(Siliva Scaroni)



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