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Peppino era nato il 10 maggio 1944 a Martina Franca (TA) da papà Vito e da mamma Rosa. Era il terzo di sette fratelli, tutti maschi. La nostra famiglia era dedita all'attività artigianale; in particolare, si occupava del confezionamento di capi d'abbigliamento invernali, specialmente cappotti, e sempre in proprio, provvedeva alla vendita durante l'inverno nei paesi del sud Italia.

Forte nello spirito e nel corpo

2010 8 Chiarelli2Fin da piccolo Peppino mostrava talento e impegno, sia nel lavoro che nello studio. Frequentava la parrocchia di "Sant'Antonio", dove i ragazzi si ritrovavano numerosi, attratti da due bravi sacerdoti, don Domenico Maggi e don Paolo Santoro, che erano dei veri educatori. Peppino quindi cresceva forte fisicamente e spiritualmente ed era anche molto coraggioso, tanto che gli adulti che lo conoscevano lo ammiravano per i suoi buoni comportamenti e ne custodivano un ricordo molto vivo.

All'età di undici anni, dopo le elementari, Peppino si sentì attratto dal sacerdozio e chiese ai genitori di entrare nel seminario minore di Martina Franca. Poi passò a quello dl Taranto e nel 1961 nel regionale di Molfetta (BA) per il liceo e la teologa.

Un incontro decisivo

A Molfetta Peppino conobbe il saveriano p. Alfeo Emaldi, venuto a raccontare ai seminaristi la sua drammatica storia missionaria in Cina: la prigionia e i penosi interrogatori subiti nelle carceri comuniste. Padre Emaldi, per non correre il rischio di rivelare i nomi dei cristiani, si tagliò un pezzo di lingua. Fu un gesto che impressionò i suoi stessi aguzzini, che lo rilasciarono espellendolo dal Paese.

Questa testimonianza è stata decisiva per la scelta di Peppino: diventare missionario come p. Emaldi; donare tutta la sua vita al Signore per farlo conoscere e amare anche nelle nazioni non cristiane. Peppino chiese il consenso ai genitori per intraprendere questa nuova strada, che l'avrebbe portato lontano da loro.

Essi risposero da veri credenti: "La tua scelta è una benedizione per tutta la nostra famiglia".

La partenza per il Burundi

Da Molfetta, Peppino passò nel noviziato saveriano di San Pietro in Vincoli (RA), per poi finire i suoi studi di teologia con i saveriani a Parma. Qui fu ordinato sacerdote il 27 settembre 1970. I suoi compagni di Messa di lui hanno scritto: "Dalla sua gente, da quella terra assolata e asciutta, da quel cielo luminoso e chiaro sembra aver ereditato la corporatura robusta, la volontà tenace e la semplicità nei modi".

Dopo l'ordinazione sacerdotale, p. Peppino fu inviato come formatore nel ginnasio di Salerno. Nel 1977 la partenza per il Burundi, in Africa. Fu inviato nella missione di Butare, dove rimase solo due anni a causa dei gravi problemi politici che costrinsero i saveriani a lasciare il Paese. Per p. Peppino fu l'inizio di una nuova avventura: il Brasile!

Per 24 anni in Brasile

Qui p. Peppino ha avuto modo di vivere in pienezza la sua vocazione missionaria, amando e servendo il popolo brasiliano per circa 24 anni. Nel 1993 era stato richiamato in Italia come vicerettore della casa madre dei saveriani a Parma, a servizio dei confratelli anziani e malati. Anche qui p. Peppino mostrò tutta la generosità e la delicatezza del suo cuore a sostegno dei malati che gli si affezionarono subito.

Nel 1999 era ripartito per il Brasile. In un articolo per "Missionari Saveriani" del 2003 scriveva: "Impegnarsi per le vocazioni è una cosa bella, grande e urgente; in Brasile le vocazioni sono ancora poche, purtroppo. La nostra speranza per il futuro è che sempre più giovani rispondano generosamente alla chiamata di Dio".

Nel 2009 fu costretto a tornare in Italia a causa di un tumore. A Parma, assistito dall'amore dei famigliari e dei suoi confratelli, p. Peppino è andato incontro al Signore della vita senza fine il 12 giugno 2010.

Grazie, p. Peppino, per averci insegnato a ben vivere e a ben morire. - I fratelli.



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