''Restate qui e vegliate con me''
di: Coro ''Gioia di vivere''
Al calar del sole, nel nostro santuario, abbiamo celebrato la "Cena del Signore", durante la quale Gesù ci ha consegnato il comandamento nuovo dell'amore, e si è offerto a noi come Eucaristia nelle fragili forme del pane e del vino.
In questo luogo di grande intimità con il nostro Signore e Maestro, abbiamo meditato l'incontro di Gesù con Nicodemo, avvenuto nella notte. Nell'anno della fede che stiamo celebrando, abbiamo voluto imparare da quest'uomo che va da Gesù, a "uscire dalla notte" per giungere alla "luce della fede", per confessare Cristo Signore e Salvatore, non tanto con le parole quanto piuttosto con la vita.
L'altare della "reposizione" quest'anno è stato allestito riprendendo proprio il tema della fede, rappresentata attraverso la parabola della vite e dei tralci. Tutto era focalizzato al centro del tabernacolo, dal quale si diramavano i simboli della fede: la stola, il vangelo, le candele.
La stola bianca, segno di festa, rimarca il mistero di Gesù risorto e glorioso, e simboleggia la fede, la gioia e la purezza. Il vangelo è il libro scritto per portare il "lieto annunzio" all'umanità che lo attende. Le candele sono simbolo che "Dio è luce": camminando con lui, non rimaniamo nel buio.
Siamo consapevoli che la fede è una nostra libera scelta e soprattutto un dono di Dio. Credere richiede uno sforzo non indifferente, ma l'adesione fiduciosa alla persona di Gesù rende più facile la nostra fatica.








