Da Bukavu qualcuno mi diceva: “Com’è possibile che tu vada in Europa e poi ritorni, con tutta la sofferenza che c’è qui? Cerchi di svignartela!”. Rispondevo: “Mai! Dio si è manifestato nella mia famiglia. Bisogna che torni a casa, perché si possa lodare il Signore che ha guarito Emmanuel!”. Al nostro ritorno, tutti erano contenti di vederlo guarito. Per il suo secondo compleanno, Lorenzo e Flaviana gli hanno regalato il nome di Renato e così si chiama fino ad oggi: “colui che è rinato”. E ora Emmanuel gioca, sta bene e ha cominciato la scuola elementare.