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Domenica 26 maggio è stata dedicata all’incontro con i nostri familiari. Una festa che si ripete ogni anno ed è amata da tutti. Questa volta ha avuto un calore particolare grazie anche alla presenza del Superiore generale dei saveriani, p. Fernando Garcia. Era la sua prima visita qui, dopo la sua elezione, nell’agosto 2017.

L’incontro con p. Fernando e i nostri familiari è stato vissuto come festa di comunione di due famiglie, alle quali noi apparteniamo: la famiglia di nascita, di papà e mamma, di fratelli e sorelle, e quella dell’istituto, nella quale viviamo insieme l’impegno missionario e lo stile di vita. Quando noi partiamo per la missione, i nostri genitori non restano, ma ci accompagnano nel viaggio con tanta emozione, affetto, preoccupazione e preghiera. E poi inviano lettere e pacchi. Non solo, ma spesso ci sono quelli che tra loro hanno il coraggio di prendere l’aereo e di venire a trovarci. Ricordo quello che diceva mio papà, dopo il suo memorabile viaggio in Africa e l’accoglienza ricevuta: “Non sono mai stato festeggiato così nella mia vita…”. Anche i nipoti sentono l’attrazione di viaggiare e ci sono stati anche quelli che hanno voluto sposarsi in Bangladesh con la benedizione dello zio missionario, riportando dell’evento un indimenticabile matrimonio di festa, d’accoglienza, di canti, danze e riti orientali.

Padre Fernando, con semplicità e disponibilità, ha parlato personalmente con quasi tutti i familiari, specialmente durante il pranzo. Prima della celebrazione Eucaristica, ha raccontato i suoi primi viaggi nelle nostre missioni, sparse nei quattro continenti, proiettando immagini delle persone e dei luoghi visitati. Se in Italia le vocazioni missionarie sono rare, in altre parti del mondo invece c’è una fioritura che necessita d’essere selezionata e accudita.

vi coro cantamondoSi sono uniti alla festa alcuni saveriani arrivati da Parma (p. Sergio, p. Luciano, p. Marco) e altri dalle missioni (p. Nicola dal Congo RD e p. Giovanni dalla Thailandia). Alla fine del pranzo, la corale vicentina “Cantamondo” ci ha allietato con un ricco repertorio di canti di varie regioni d’Italia e del mondo. Un grazie sincero per la loro generosità e disponibilità.
Un altro ospite d’eccezione è stato in casa nostra due giorni: il premio Nobel per la Pace, dottor Denis Mukwege, conosciuto come l’uomo che “ripara” le donne e che, per il suo coraggio di denunciare certi crimini, ha rischiato varie volte la vita. 



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