Raccogliete gli avanzi!
Con le estemporanee divagazioni con cui ho iniziato l’anno in corso, mi sembra di aver dato un buon avvio al 2022. In gennaio titolavo “(Ri)cominciamo dalla gratitudine”. Per febbraio ho imbastito un “Canto di speranza per un tempo di responsabilità”. Spazi di esercizio per la nostra vita quotidiana. Con il mese di marzo cado in pieno nel tempo di Quaresima. Cosa proporrò agli amici che più volte mi hanno detto di gradire queste mie digressioni? Sapete che prediligo i bersagli piccoli.
Nella società in cui viviamo, c’è uno stile di vita che fa a pugni con lo spirito cristiano della Quaresima. Cerchiamo sempre più cose; niente ci basta; niente ci soddisfa; l'offerta di beni di consumo è allettante; arrivismo, ricerca di sicurezza, comodità, il mai abbastanza, l'abbondanza e perfino il superfluo ci sembrano virtuosi, desiderabili, da perseguire a tutti i costi. Però ... Quanta più roba c'è, tanto più è ingestibile, quasi ci ingolfa e sa molto di imbuto: largo in entrata e stretto in uscita. Immancabilmente ci accorgiamo che il frutto dell'abbondanza e del superfluo sono gli avanzi. Il problema allora è quello di riuscire a chiudere in bellezza la fase finale di uscita, di gestire elegantemente quel che è entrato tumultuosamente.
L'invito a chiudere degnamente è venuto da Gesù dopo la moltiplicazione dei pani, con l'ordine di "raccogliere gli avanzi". Senza di esso, l'intero miracolo sarebbe stato troncato, finito male, incompiuto. Ce lo ricorda papa Francesco nella Laudato si’. L'avanzo, ovvero l'inutile non esistono affatto: Dio, esseri viventi e realtà materiali sono legati, interconnessi, concatenati, non ci sono anelli spezzati nella lunga catena della vita.
La stessa cosa si è ripetuta con il miracolo della guarigione dei dieci lebbrosi. Ben nove di loro non sono tornati a chiudere dignitosamente il miracolo. Interrotto come pentola senza coperchio (si dice che siano opera del diavolo). In quel caso, l’avanzo corrispondeva alla mancanza di un coperchio. Esattamente un avanzo irrisolto, senza chiusura. Non ci troviamo più di fronte ad aspetti materiali. Sono le nostre relazioni interpersonali distratte, frettolose, tronche, raramente o mai concluse in bellezza.
Forse, non siamo convinti che non esista avanzo. Come d'uso, dopo la morte di Gesù, discepole e discepoli si recarono in fretta al sepolcro per onorarne i presumibili… avanzi, ma la tomba era vuota. Neppure dalla nostra morte ci sono avanzi. Ciò corrisponde al disegno di Dio di “ricapitolare (raccogliere) in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra” (Ef. 1, 10). Dio non è Dio della morte, ma della vita e gli avanzi (da noi creati) sono retaggi e profeti perdenti di morte. Il nostro Venerabile P. Pietro Uccelli soleva dire: “Fare bene il bene”. Chiusura perfetta. Buona Quaresima!







