Querida Amazonia, siamo all’inizio
Il Papa non concede i presbiteri sposati all’Amazzonia e chiude il discorso riguardo le donne diacono. Coloro che si aspettavano questi cambiamenti ed effetti speciali saranno rimasti delusi? Ma la “delusione” forse ci costringe a capire, ad allargare il nostro orizzonte troppo chiuso. Francesco ci stupisce ancora una volta, ci invita a non fissare il dito, ma a guardare il cielo.
Il vero cambiamento non verrà dai preti sposati (magra consolazione?), ma dall’assumere, con coraggio, nuovi stili di vita, atteggiamenti, scelte, che cambieranno in meglio il mondo, il creato, la Chiesa. La posta in gioco del Sinodo infatti era molto ampia: un nuovo modello di umanità, di convivenza tra i popoli, di economia, di Chiesa. Ecco perché molti, pur di non “scoperchiare il vaso di Pandora”, hanno fatto di tutto per presentare il Sinodo come una minaccia alla fede. Esso infatti poteva destabilizzare l’attuale (e ingiusto) sistema economico. Ma allora bene ha fatto Francesco. Meglio concentrare e unire le forze su temi decisivi, cruciali e irrinunciabili.
A livello di Chiesa, dopo aver a lungo ascoltato i popoli dell’Amazzonia, si chiede ora maggiore sinodalità (ascoltarsi e fare insieme), aprendo la porta, con grande forza, ai ministeri, anche laicali e femminili. Ci guadagnerà la missione e si verrà incontro alle tante e urgenti necessità. Il Sinodo ci invita a non ridurre tutto alla questione dei preti sposati e delle donne diacono, ma ad allargare il nostro sguardo su ciò che è ancora piùj importante.
Ci sono infatti altri temi che, su spinta della Laudato Si, sono stati affrontati nel Sinodo: l’ecologia integrale, la crisi climatica, l’iniquo modello di sviluppo mondiale. Li abbandoniamo? Non possiamo distrarci proprio ora, dandola vinta a coloro che (anche cattolici ultra-conservatori), hanno fatto di tutto per creare paura (la storia della Pachamama, della chiesa pagana e via dicendo) e sabotare il Sinodo, coscienti del “pericolo” che rappresentava.
I media, pur di proteggere lo “status quo” del modello distruttivo estrattivista che, ovunque, saccheggia e deruba, hanno suscitato grande confusione nell’opinione pubblica. Per Maurício López, segretario della Repam (Rete Ecclesiale Panamazzonica), “la posta in gioco è alta; cosa succederebbe se un miliardo e 300mila cattolici prendesse sul serio le indicazioni della Laudato si con la trasformazione auspicata dal Sinodo amazzonico? Il mondo cambierebbe e i poteri e gli interessi particolari tremerebbero”. La periferia (Amazzonia) irromperebbe nel centro, mettendolo in crisi e illuminandolo.
La “cultura dello scarto”, che ovunque strozza la nostra casa comune, avrebbe il fiato corto. E questa denuncia “influisce sulle tasche di quei pochi che accumulano senza limiti; il Papa ha avuto il coraggio di ascoltare tali istanze e farle proprie, per questo è stato attaccato da chi ha potere” (M. López). Non distraiamoci dunque, la missione è ancora agli inizi!







