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La Nigeria è uno dei Paesi con la popolazione più religiosa del mondo. Un popolo di credenti, cristiani e musulmani. Noi tutti diciamo di essere gente di pace. Anche gli amici musulmani ripetono continuamente che l'Islam è la religione della pace. E davanti a certi fatti e certe situazioni vorrei vedere gli amici musulmani denunciare e respingere l'uso della loro religione per compiere atti di violenza. Tutti dobbiamo rifiutare qualsiasi giustificazione all’uso della religione per compiere atti violenti fino al punto di uccidere persone. Non vogliono fare gli eroi, non si espongono a rischi speciali. Vengono raggiunte dalla violenza nella loro vita ordinaria, mentre sono intenti a compiere quello che devono fare: seminaristi che vivono nei seminari, o studenti e studentesse sequestrati mentre sono a scuola. E chi dovrebbe difenderli e proteggerli, non fa nulla.
Il governo dovrebbe essere il primo ad avvertire la vergogna di noi nigeriani. E in tanti denunciano l’inerzia del governo davanti a quello che succede. Come può accadere che un gruppo armato porti via da una scuola 300 bambini, 300 ragazzi, con gli strumenti tecnologici di controllo che ci sono oggi? Si tratta solo di incompetenza? O manca la volontà di reagire? In Nigeria si registra un crollo totale a livello della sicurezza, che coinvolge tutti. Questa insicurezza generalizzata è come una cortina fumogena, che impedisce di registrare chiaramente se ci sono gruppi presi di mira con particolare virulenza. Fino a un anno fa le violenze erano per lo più riconducibili a conflitti tra gruppi sociali o etnici, come quello tra pastori Fulani e agricoltori. Ma ora molti segnali fanno pensare che ci siano gruppi intenzionati a bersagliare in modo sistematico le comunità cristiane. Molti dati si possono usare per accreditare la rappresentazione di chi parla di persecuzione dei cristiani. E il governo, più che limitarsi a sterili auto-difese d’ufficio, dovrebbe prendere in mano la questione della sicurezza per confutare chi parla di persecuzione o addirittura di genocidio dei cristiani in Nigeria.
Quanto al blitz militare americano a Natale, dico che un Paese può trovarsi in condizione di non riuscire ad affrontare le proprie crisi e lacerazioni senza un aiuto esterno. In questa situazione, un intervento dall'esterno, indiretto, per sostenere lo Stato e il governo davanti ai gruppi estremisti e aiutare il Paese a rimuovere le cause della violenza generalizzata potrebbe non essere una cosa del tutto ingiustificata e fuori luogo.



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