Quaresima, viaggio nel deserto
Il tempo di quaresima si apre con l'episodio di Gesù tentato da Satana nel deserto, dopo 40 giorni trascorsi a pregare e digiunare. Anche noi nella vita attraversiamo il deserto. Quanto è difficile sentire il prossimo partecipe della fatica quotidiana, di angosce e speranze, solidale con noi e noi con lui.
Da giovane, ho incontrato il deserto di fra' Carlo Carretto durante le meditazioni estive del suo libro "Lettere dal deserto". In questo apparente nulla, egli aveva scoperto il Tutto. Il deserto ha permesso a fra' Carlo di riscoprire il senso profondo di Dio e degli uomini.
Aveva avuto una vita intensa di lavoro per gli altri; ma il senso profondo della vita l'aveva trovato nella solitudine del deserto: "La grande ricchezza del noviziato sahariano è senza dubbio la solitudine e la gioia della solitudine, il silenzio".
Il viaggio nel deserto dell'anima fa scoprire l'oasi che dà senso a questo luogo di morte. L'oasi è acqua e vita. Fra' Carlo ci invita ad addentrarci senza paura nel nostro deserto perché alla fine potremo scoprire il dono dell'acqua viva che getterà nuova luce e amplierà gli orizzonti.
Annalena Tonelli, missionaria laica in Somalia, con la sua vita spesa fino alla morte per i nomadi, diceva: "Se anche Dio non ci fosse, solo l'amore ha un senso; solo l'amore fa respirare, crescere, fiorire; solo l'amore fa sì che noi non abbiamo più paura di nulla. È allora che la nostra vita diventa degna di essere vissuta, diventa bellezza, grazia, benedizione".








