Skip to main content

Quanto vale una ''stretta di mano''! p. Aniceto Morini

Condividi su

Era lì da quasi vent'anni, quando io arrivai in Indonesia, a dicembre del 1976, e lo incontrai a Padang. Padre Aniceto mi appariva come un essere inquieto, mai soddisfatto del nostro livello di santità, di testimonianza e di efficacia pastorale. Un idealista senza confini: un po' sognatore e un po' battitore libero, sempre sulla breccia e all'attacco; difficile da seguire.

Era in azione su tutti i fronti, fino a fare il sagrestano e tirare la corda della campana... Leggeva di tutto, fotocopiava articoli per lui interessanti, raccoglieva i dati delle varie culture che convivono in Indonesia. Era austero e povero: un mangiare minimo e un vestire semplice.

Il suo mondo nascosto

A Padang avevo l'incarico di seguire i giovani; poi a Jakarta seguivo i giovani aspiranti alla vita missionaria. Avevo invitato p. Aniceto a partecipare a qualcuna delle nostre attività giovanili. Una volta venne, ma non ne volle più sapere: per certe cose il suo atteggiamento era: "NO!". Il modo di educare i giovani gli sembrava non adeguato a formare temperamenti capaci di tenere botta per la missione...

Ma p. Aniceto diventava un'altra persona se si trattava di celebrare il sacramento della riconciliazione. Si veniva accolti da lui (io e i giovani novizi) con un sorriso che sembrava appartenere a un mondo che lui si teneva nascosto, e che pure era la sua vera ricchezza interiore: manifestare la gentilezza sorridente di Dio. Anche negli ultimi anni ho potuto confessarmi da lui diverse volte. Mi pareva che la Misericordia di Dio fosse più evidente per me.

Quei ritornelli d'amore

A 50 anni di vita missionaria, il pomeriggio del 13 maggio 2006, p. Aniceto cominciò a sentire disturbi alle testa. In nottata fu operato nell'ospedale "St. Carolus" per emorragia cerebrale. Rimase all'ospedale cinque mesi, fino al 13 ottobre del 2006.

Da allora è iniziata una fase nuova nella sua vita e nella nostra, nella casa del noviziato. L'austero missionario, capace di "NO" secchi, che a malapena ti sfiorava le dita se gli porgevi la mano per stringerla, era semi paralizzato su un letto, bisognoso di tutto.

È da allora che ho potuto avere con lui contatti profondamente umani! Faceva fatica a parlare, ma la comunicazione era molto più profonda da anima ad anima, da cuore a cuore. Diceva parole cariche di affetto: "gioia e amore" erano diventati i suoi ritornelli. Era "l'uomo Aniceto": un'umanità avvicinabile, che ha arricchito le tante persone che lo hanno visitato e tornavano a casa benedette da lui: adulti e bambini.

Un dono speciale

A febbraio 2009 p. Aniceto era entrato in una nuova fase. Non poteva più potuto parlare. Pronunciava solo due parole: ibu (signora, Mamma) e pastor (pastore, sacerdote). Gli altri discorsi li faceva per altra via, con il Signore che egli aspettava d'incontrare, come è ormai avvenuto. Aveva fretta, grande voglia di andare dal Padre di tutti noi. Il 20 febbraio, al momento di essere trasportato all'ospedale per una nuova crisi respiratoria, sembrava non voler lasciare la presa della mano sinistra, che stringeva la mia. Forse sentiva che si trattava di un passo definitivo.

Giovedì sera 11 marzo, giorno della morte, durante l'adorazione che abbiamo celebrato in presenza della salma, ho proposto di condividere qualche ricordo di p. Aniceto. Ha parlato anche una bambina, colpita dall'accoglienza affettuosa che il missionario le aveva riservato quando lei era venuta a trovarlo.

Per ultimo ha parlato il novizio Rian, che lo aveva vegliato all'ospedale. La notte p. Aniceto non riusciva a dormire, ma se Rian gli prendeva la mano, allora poco alla volta si assopiva. "Sembrava essersi addormentato e ho lasciato la stretta, per andarmi a coricare nel lettino accanto. Ma sentii chiamare: "frater - fratello!". Sentirmi chiamare così, è stato per me un dono speciale!".

Quanto magica è una stretta di mano, data con affetto..., se riesce a procurarci l'appellativo di fratello e sorella!



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2641.41 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Giugno 2009
Quando si parla di missione, fino a qualche tempo fa, subito si pensava ai sacerdoti, ai religiosi, alle suore che partivano per terre straniere. Ogg…
Edizione di Febbraio 2023
Il Mozambico è il decimo paese più povero al mondo secondo l’indice di sviluppo umano (ISU). Il 63,7% della popolazione vive sotto la soglia di pover…
Edizione di Febbraio 2006
Pubblichiamo la seconda parte del racconto di Alessandro, laico saveriano di Ancona. È una riflessione sulla breve visita in Ecuador. La prima parte…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito