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Sono congolese e ho 28 anni. Sono nato e cresciuto in una famiglia numerosa con undici figli: ho quattro fratelli e cinque sorelle. Io sono il settimo, dopo una coppia di gemelle. Sono nato a Hungu, piccolo villaggio di Bitale/Bunyakiri, nella regione del Sud-Kivu. La mia nascita avviene in un periodo di forti ostilità, che impedivano a mia madre di recarsi alla maternità. Infatti, sono nato nella casa paterna, senza complicazioni. Poche settimane dopo, a causa della guerra, la mia famiglia è costretta a fuggire e a rifugiarsi nella foresta, dove abbiamo vissuto per circa otto mesi, nascosti nelle caverne. Il Signore ci ha protetti ogni giorno. 

Fin dalla prima infanzia sono cresciuto sotto la guida dei miei genitori nella fede cristiana. Sono stato battezzato da Saveriano. Negli anni 2004-2005 ho frequentato la scuola primaria; in quel periodo ho fatto la Prima Comunione, mentre durante la scuola secondaria ho ricevuto il sacramento della Cresima. Durante l’adolescenza, partecipavo alle messe domenicali e vedevo i miei amici servire all’altare e animare i canti, ma tutto ciò non mi entusiasmava particolarmente. Di solito restavo a casa quando i miei genitori andavano al lavoro e i miei fratelli e sorelle a scuola. Nel tempo libero amavo pescare nei piccoli ruscelli. Lasciato il nostro piccolo villaggio per trasferirmi nel centro principale della zona, Bitale, ho iniziato a giocare calcio ed ero impegnato nel pascolare pecore e capre insieme ai miei coetanei. Avevo anche molte altre attività quotidiane: cacciare gli uccelli, lavorare nei campi, prendermi cura delle api… Tutto questo ha contribuito a sviluppare le mie capacità e le mie attitudini. 

I gruppi di animazione 
Col tempo è nato in me il desiderio di partecipare più attivamente alle attività pastorali della comunità cristiana. Sono entrato così nel gruppo dei giovani Xavéris (associazione di ragazzi cattolici) e negli scout, intraprendendo un cammino di formazione che culmina con una promessa solenne. Successivamente, sono entrato nel gruppo del Rinnovamento Carismatico, che è stata per me un’esperienza profonda e arricchente nel mio cammino di fede, in compagnia di tanti altri.

Il cammino vocazionale 
Non è nato subito in me il desiderio di entrare nella vita missionaria-religiosa. In un primo tempo, sognavo di diventare un militare e coltivavo anche altri progetti per il mio futuro. Tuttavia, proprio mentre mi preparavo a iniziare l’università, un desiderio ardente di consacrazione al Signore iniziava a farsi strada nel mio cuore. Tra molte incertezze, ho così iniziato un cammino vocazionale. Ho presentato la mia intenzione ai miei genitori, che inizialmente non erano d’accordo. Mio padre riteneva che si trattasse di una scelta particolare, non in linea con la tradizione della nostra famiglia. Mi consigliava di proseguire prima con l’università e, solo in seguito, se il desiderio fosse rimasto, di decidere sul mio avvenire. Cercava anche di farmi comprendere che la vita religiosa comporta molte difficoltà e che avrei potuto ritrovarmi, col tempo, deluso dalla scelta. Mia madre, invece, era più favorevole: tra undici figli, uno poteva ben servire il Signore ed essere di esempio per i fratelli. Una volta al mese partecipavo agli incontri vocazionali in parrocchia, che si trovava a circa 30 chilometri di distanza. Spesso ci andavo a piedi, talvolta con la pioggia, altre volte sotto un sole rovente. Non era facile! Fratelli e amici cercavano di dissuadermi: per loro ero una persona “strana”. Eppure, dentro di me, il desiderio continuava a maturare. Ho chiesto un accompagnamento spirituale a un prete diocesano e, infine, ho deciso di recarmi personalmente a Bukavu per prendere contatto con i Saveriani, con i Carmelitani e i Salesiani. Alla fine ho scelto i primi, attratto dal loro carisma: “Fare del mondo una sola famiglia in Cristo e annunciare il Vangelo a coloro che non lo conoscono ancora”

La mia esperienza con i Saveriani
L’inizio della formazione dai Saveriani ha richiesto un forte impegno personale, ma la grazia del Signore si rinnovava in me ogni giorno. Dopo un anno di propedeutica e tre anni di filosofia, sono entrato in noviziato per conoscere più profondamente la mia vocazione. Con la prima professione missionaria-religiosa, il 29 giugno 2024, sono entrato ufficialmente a far parte dell’Istituto. Successivamente, i superiori mi hanno chiesto di venire in Italia per lo studio della teologia, preceduto da alcuni mesi di studio della lingua. Sono felice di appartenere alla famiglia saveriana e continuo a camminare, cercando di scoprire ogni giorno ciò che il Signore vuole da me.



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