Padre Codutti torna in Congo
C'è poco da dire o avere un parere diverso: un missionario che ha fatto un'esperienza significativa in missione non riesce più a dimenticarla. Se può, vuole tornare tra i "suoi". È quello che succede con padre Giampaolo Codutti che non ce l'ha fatta a fermarsi più di 4 anni nel suo Friuli, anzi nel suo amato Brazzacco, a cui si sente giustamente tanto legato.
Trentuno anni trascorsi in Congo sono segnati nel suo dna. E così è ripartito per la regione del Kivu. Ancora non sa bene in quale missione o servizio l'obbedienza lo destinerà. Qualcuno potrebbe pensare che forse... non si è trovato bene in Friuli. Si sbaglia di grosso: le sue parole ne sono la dimostrazione.
Caro Giampaolo, a noi tuoi confratelli rimasti a Udine, non resta che gioire perché ti vediamo contento di ripartire. Sei stato per noi un confratello esemplare, schietto, umile, servizievole, attento ai bisogni degli altri, preoccupato affinché tutti potessero trovasi bene.
Anche il "peso" del servizio come superiore lo hai portato avanti bene, perché hai condiviso le tue preoccupazioni e il progetto comunitario con tutti noi. Chiedere una mano perché le cose andassero per il meglio era una tua caratteristica costante. Non ci resta che dirti il nostro "grazie" sincero e fraterno.
Ti accompagniamo con la preghiera. E conta su di noi.








