Quando i martiri sono di casa
Alle caratteristiche della chiesa “santa, cattolica e apostolica”, si deve aggiungere “martire”. Non c’è chiesa, infatti, che non abbia i suoi martiri. Non sono martiri del passato, ma vicini a noi nel tempo e nello spazio, e anche nella nostra famiglia missionaria. È il caso di p. Aldo Marchiol e p. Ottorino Maule, assassinati in Burundi il 30 settembre 1995, con la missionaria laica Catina Gubert.
Le tombe dei tre martiri sono là in Burundi: una presenza tra la gente che loro hanno amato più della loro stessa vita. Sogno di ogni missionario è rimanere, anche oltre la morte, nella missione a cui ha donato la vita, come segno efficace di solidarietà che si perpetua.
La cappella dei martiri
Scriveva Paolo VI: “La giustizia è la misura minima della carità”.
Lo sapevano bene questi nostri confratelli e la laica missionaria Catina. Il cristiano può alla fine accettare l’ingiustizia contro di sé, ma non può rassegnarsi e tirarsi fuori quando l’ingiustizia colpisce gli altri.
Al primo piano della casa saveriana di Salerno, alle pareti della nostra cappella sono appesi i ritratti degli undici martiri saveriani in fila, dal primo all’ultimo in ordine di tempo. Questa cappella, nota un tempo come “cappella del timone”, per la presenza di un bellissimo timone posto ai piedi dell’altare, è ora diventata “cappella dei martiri”, con al centro un grande Crocifisso, il Re dei martiri.
Missione nella sofferenza
Ogni volta che entriamo in cappella, ci prende un doppio sentimento: siamo tristi per la morte di questi nostri confratelli, ma nello stesso tempo siamo orgogliosi della loro estrema testimonianza di carità apostolica. Li preghiamo perché ci rendano un po’ come loro.
San Guido Conforti per i suoi missionari ha scritto:
“Se manca l’intensità del martirio, supplisce la continuità di tutta una vita”.
Padre Giovanni Castelli, rivolgendosi ai giovani studenti di teologia, affermava in modo non meno efficace: “Ricordatevi che verrà un tempo quando sarete anziani e malati. Allora dovrete credere sul serio che un’ora di preghiera è un’ora di missione, che un’ora di sofferenza è un’ora di missione; altrimenti vi sentirete inutili e falliti”.
Il ricordo di p. Aldo Marchiol
Un ricordo particolare va a p. Aldo Marchiol che, prima di partire per il Burundi, ha servito nella nostra comunità di Salerno, occupandosi degli apostolini e dedicando molte ore al ministero.
Come confessore era molto ricercato nella comunità parrocchiale di San Pietro in Camerelis, al centro di Salerno.
Il vescovo emerito mons. Gerardo Pierro, in occasione della morte del missionario, ha voluto presiedere una Messa solenne ricordando p. Aldo, per la sua presenza così attiva nella diocesi di Salerno.








