Prete saveriano da cinquant'anni
Tanti ricordi di un'infanzia faticosa
Padre Guido è un saveriano marchigiano di Poggio S. Vicino, in provincia di Macerata. Ha appena compiuto 77 anni ed è prete da 50 anni, essendo stato ordinato il 2 febbraio 1956. Ci racconta qualcosa della sua lunga esperienza di vita missionaria in Sierra Leone e in Italia.
Avrei tante cose da raccontare, tante esperienze e tanti ricordi di questi anni di vita sacerdotale. Ma la mia “ sinderesi ” non mi aiuta: gli avvenimenti riaffiorano nella mia mente in modo disordinato... Chiedo perciò scusa e comprensione a tutti gli amici e benefattori, insieme a una preghiera.
La Madonna quella notte...
Una cosa ricordo bene: le origini della mia vocazione. Dopo le scuole elementari, ero andato nel convento di Cingoli, per sostenere l'esame di ammissione alle scuole medie. Lì, un parente cappuccino - attualmente vescovo emerito e missionario in Etiopia - studiava da frate. Sul comò della camera c'era una piccola statua della Madonna. Ricordo che di notte mi svegliai e sembrò che la Madonna mi benedicesse. Sarà stato un sogno, ma sono certo che il mio desiderio di consacrazione sia nato proprio lì, quella notte.
Ne parlai con mia nonna , che mi faceva da mamma, dato che l'avevo persa all'età di tre anni (infatti, ho pochi ricordi di mia madre). Nonna mi rispose: “ Nu prete e nu frato nda casa nosta c'e sempre stato - un prete e un frate in casa nostra c'è sempre stato!”. Ho preso quelle parole come un augurio. Nonna mi portava sempre a Messa con lei. Facevamo due chilometri di strada, la distanza che separa Serronchia, la località dove abitavamo, dal paese di Poggio San Vicino dove c'era la Messa. Mi coprivo nel mio tabarro e, sia con la pioggia sia con la neve, si andava a Messa.
I lacrimoni della nonna
All'inizio delle medie, sull'esempio di mio fratello e di padre Costantino Mogliani, mio concittadino e nove anni più grande di me, decisi di frequentare le scuole dai missionari saveriani che si trovavano a Poggio San Marcello, a 20 chilometri dal mio paese. Mia nonna, donna decisa e forte, aveva piacere che diventassi sacerdote, anche se molte volte mi confidò la fatica di pensarmi missionario, quindi lontano da casa. Però continuamente mi ricordava: “ Nu prete e nu frato nda casa nosta c'e sempre stato ” . In seguito, mio fratello, timido e introverso, ha lasciato la scuola dei saveriani; io sono andato avanti, ed eccomi qui a ripensare al cammino fatto.
Quando sono partito per gli Stati Uniti, a un mio paesano che mi accompagnava in macchina fino al porto, dissi: “Muoviamoci a partire!” . Non volevo vedere la nonna piangere. Grossi lacrimoni giravano nei suoi occhi e lei, donna forte e decisa, cercava di trattenerli, come sempre faceva… Allora mia nonna e mamma aveva 89 anni. È poi morta alla veneranda età di 93.
In Africa, via Stati Uniti
Era il 1952 quando raggiunsi gli Stati Uniti, sulla nave da carico “ Maria Costa ”, che andava a caricare il grano per la fame del dopoguerra in Italia. Il superiore di allora, p. Giovanni Gazza, mi mandava per proseguire negli studi. A bordo non avevamo niente. Solo nella sosta in Spagna potemmo comprare un bel fiascone di vino (20 litri!), da custodire per tutto il viaggio.
Il 2 febbraio 1956, nella chiesa di nostra Signora della Misericordia a Holliston, sono stato ordinato sacerdote insieme ai confratelli p. Giuseppe Zanardi e p. Romano Rolli. A settembre, richiamato in Italia per andare in Giappone, sono stato trattenuto in Italia due anni. Nel 1958 ho ripreso il mare con destinazione Sierra Leone, in Africa occidentale. Marsiglia, Algeri, Casablanca e finalmente la destinazione: Freetown. Sono rimasto in Sierra Leone fino al 1974.








