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Portava tante idee e gioia, In memoria di mons. Carlo Pedretti /2

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Che mons. Pedretti fosse di cuore aperto e propositivo, risulta anche dal pensiero dei suoi parrocchiani di Migliaro: "Di lui rimarranno le parole di correzione fraterna, i suoi sguardi di richiamo, a volte le sue intransigenze, ma anche la gioia che esprimeva nel condividere insieme a noi, e soprattutto ai giovani, momenti di festa vissuti in oratorio, durante i pellegrinaggi e le gite".

Quei vivaci confronti...

Portava queste caratteristiche anche in via Bonomelli, dai saveriani. Entrava di solito dalla porta della vecchia casa, ora demolita, e con voce e timbro inconfondibili annunciava il suo arrivo. Spesso nostro ospite, ci rallegrava con tante notizie e informazioni del mondo politico e sociale, e arricchiva la nostra povera mensa con qualche prodotto tipico cremonese. Ho scoperto la "patuna", grazie a don Carlo!

Sentiva la nostra comunità come "sua"; quindi era autorizzato a muovere rimproveri a noi giovani padri, ma anche le sue sollecitazioni a essere sempre all'altezza della nostra missione. Amava il confronto su tematiche nuove e sollecitava le opinioni personali, convinto quanto fosse stimolante e arricchente condividere idee diverse, per formare coscienze libere e responsabili.

L'ultimo ritiro nel 2011

Nell'ultimo ritiro spirituale per i saveriani della Lombardia, che fu invitato a guidare proprio nella casa di via Bonomelli, aveva colpito la sua straordinaria memoria nel rievocare i nomi dei saveriani cremonesi o che erano passati a Cremona. Il suo viso si illuminava e a tratti si commuoveva, nel ricordare figure come p. Castelli, p. Sguazzi, p. Fellini, p. Volta, p. Cavalca, p. Scaglia...

Per quest'ultimo egli aveva tenuto l'omelia funebre, esaltandone l'attaccamento alla terra cremonese e l'amore alla missione in Cina, da dove era stato allontanato ai tempi della rivoluzione comunista. Le sue parole erano certamente l'espressione di un cuore che ha battuto all'unisono con le missioni e con i missionari.

"Maria, Madonna della strada," - era anche la preghiera di don Carlo - "hai camminato sui monti della Giudea portando, sollecita, Gesù e la sua gioia; hai camminato sulle strade dell'esilio per salvare il Figlio dell'Altissimo; hai camminato sulle vie del Calvario per diventare nostra madre. Continua a camminare accanto ai missionari del tuo Figlio che sulle strade del mondo vogliono, come te, portare a tutte le genti Gesù, il suo vangelo, la sua gioia".

La gioia era una caratteristica di don Carlo. La sua presenza in mezzo a noi è stata sempre testimonianza di quella gioia che prova il missionario, ritmando il suo passo sulle vie del mondo.



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