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Durante il suo pontificato, papa Francesco ha compiuto complessivamente 47 viaggi apostolici in 66 diverse nazioni e 40 visite pastorali. “Faccio questi viaggi per visitare le comunità cattoliche e anche per entrare in dialogo con la storia e la cultura dei popoli, con quella che è la mistica propria di un popolo”, aveva detto al ritorno dalla Mongolia.

2013

Brasile (Giornata mondiale della Gioventù)
“Cari giovani, il Signore ha bisogno di voi! Anche oggi chiama ciascuno di voi a seguirlo nella sua Chiesa e ad essere missionari. Cari giovani, il Signore oggi vi chiama! Non al mucchio! A te, a te, a te, a ciascuno. Ho pensato a tre immagini che ci possono aiutare a capire meglio che cosa significa essere discepolo-missionario: il campo come luogo in cui si semina; la seconda, il campo come luogo di allenamento; e la terza, il campo come cantiere.

2014
Terra Santa. “È nostro dovere sforzarci di costruire insieme una società giusta ed umana, nella quale nessuno si senta escluso o emarginato” (con il Patriarca Bartolomeo I). “Ogni volta che pensiamo il futuro della Chiesa a partire dalla sua vocazione all’unità, brilla la luce del mattino di Pasqua” (discorso al Patriarca Atenagora).

Corea del Sud. “Diventate 'profeti' di pace, che si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate”.

Albania. “Desidero confermare nella fede la Chiesa albanese e testimoniare il mio incoraggiamento a una terra che ha sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato”.Francia (Parlamento Europeo). “Costruire un’Europa che ruota non intorno all’economia ma alla sacralità della vita umana, dei valori inalienabili, un’Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il suo futuro e abbandonare l’idea di un’Europa impaurita e piegata su se stessa per suscitare e promuovere l’Europa protagonista, portatrice di scienza, arte, musica, valori umani e anche di fede. Un’Europa che appare nonna e non più fertile e vivace. Per cui i grandi ideali che l’hanno ispirata sembrano avere perso forza attrattiva in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni”.

Turchia. “È fondamentale che i cittadini musulmani, ebrei e cristiani godano dei medesimi diritti e rispettino i medesimi doveri. Libertà religiosa e di espressione, se efficacemente garantite a tutti, stimoleranno il fiorire dell'amicizia, diventando un eloquente segno di pace”.

2015

Sri Lanka e Filippine. “Sono stato per i poveri, vittime di questa cultura dello scarto. Oggi non si scarta la carta, quello che avanza, soltanto. Si scartano le persone. E la discriminazione è un tipo di scarto. Si scarta questa gente. È prima di tutto nella famiglia che impariamo come pregare. Non dimenticate: quando la famiglia prega insieme, rimane insieme. Nella famiglia impariamo ad amare, a perdonare, ad essere generosi e aperti e non chiusi ed egoisti”.

Ecuador-Bolivia-Paraguay. “Il messaggio più forte che vi voglio lasciare è questa fede solidale: il dialogo chiede solidarietà di fratelli, anche per difendere la fede, perché questa fede solidale sia di tutta la comunità. La solidarietà è una virtù che voi avete. Ricordatelo bene… Un popolo senza Dio, un Dio senza popolo, un popolo senza fratelli: questa è una fede senza solidarietà”.

Bosnia. “A Sarajevo sorgono, a breve distanza l’una dall’altra, sinagoghe, chiese e moschee, tanto che la città ricevette l’appellativo di 'Gerusalemme d'Europa'… Essa infatti rappresenta un crocevia di culture, nazioni e religioni; e tale ruolo richiede di costruire sempre nuovi ponti e di curare e restaurare quelli esistenti. Mai più la guerra!”.

Cuba e Stati Uniti. “Cuba percorra sentieri di giustizia, di pace, di libertà e di riconciliazione. Il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento, è un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del sistema della valorizzazione universale sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo. Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità, come prova dell’alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, di tutta l’America, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero”.

Kenya-Uganda-Rep. Centrafricana. Apertura porta Santa per Giubileo straordinario della misericordia. “Lavorate per la pace, la riconciliazione e il perdono”. “Il mondo guarda all’Africa come al continente della speranza”. “Per Bangui, per tutta la Repubblica Centrafricana, per tutto il mondo, per i Paesi che soffrono a causa della guerra, chiediamo la pace!”.

2016

Messico. “La ricerca dei privilegi, il male del Messico, porta corruzione, droga, violenza e persino traffico di persone a discapito dello sviluppo. Vi esorto a combattere i narcos, metastasi che divora. Serve educare, piuttosto che legiferare”.

Grecia (Lesbo). “Non si voltino le spalle alla realtà, finisca il continuo rimbalzo di responsabilità, non si deleghi sempre ad altri la questione migratoria, come se a nessuno importasse e fosse solo un inutile peso che qualcuno è costretto a sobbarcarsi!”.

Armenia. “Quella tragedia, quel genocidio inaugurò purtroppo il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso, rese possibili da aberranti motivazioni razziali, ideologiche o religiose, che ottenebrarono la mente dei carnefici fino al punto di prefiggersi l’intento di annientare interi popoli. È tanto triste che - sia in questo come negli altri due - le grandi potenze guardavano da un’altra parte”.

Polonia (Giornata mondiale della Gioventù). “Le nuove generazioni lascino il segno nel mondo, insegnando agli adulti a convivere nella diversità”.

Georgia e Azerbaijan. “Le religioni sono chiamate a edificare la cultura dell’incontro e della pace, fatta di pazienza, comprensione, passi umili e concreti e mai devono essere strumentalizzare, mai possono prestare il fianco ad assecondare conflitti e contrapposizioni”.

Svezia. “Dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l’errore e chiedere perdono: Dio solo è il giudice”.

2017

Egitto. “Il Papa della pace in un Egitto di pace. Per noi l’Egitto ha questo segno di speranza, sia per la storia sia per l’oggi, per la fraternità. Mentre da una parte ci si allontana dalla realtà dei popoli, in nome di obiettivi che non guardano in faccia a nessuno, dall'altra, per reazione, insorgono populismi demagogici, che certo non aiutano a consolidare la pace e la stabilità: nessun incitamento violento garantirà la pace, ed ogni azione unilaterale che non avvii processi costruttivi e condivisi è in realtà un regalo ai fautori dei radicalismi e della violenza”. 

Portogallo. “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani” (Centenario apparizioni di Fatima).

Colombia. “Verità è riconoscere il dolore delle donne vittime di violenza e di abusi. Colombia, apri il tuo cuore di popolo di Dio e lasciati riconciliare. Non temere la verità né la giustizia. Cari colombiani: non abbiate paura di chiedere e di offrire il perdono”.

Birmania e Bangladesh. “Dio oggi si chiama anche Rohingya. A nome di tutti quelli che vi hanno perseguitato, che vi hanno fatto del male, chiedo perdono. Non si può ignorare il principio universale del rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità, di un ordine democratico che dia libertà a tutti nessuno escluso”. “La Chiesa, Regno di Dio, non cresce per proselitismo, cresce con la testimonianza. Si tratta di mostrare con la parola e la vita il tesoro che ci è stato donato. Questo è evangelizzare. Io vivo così, vivo questa parola, e che gli altri vedano; ma non è fare proselitismo”.

2018

Cile e Perù. “Vi do la mia pace. I conflitti si affrontano e si risolvono con il dialogo. Pace è armonia fra le diversità e ripudio di ogni violenza”. “Bisogna rispettare la ricchezza delle differenze che ereditiamo dalla storia e dalla cultura. La corruzione è più pericolosa dell’influenza! Si mischia e rovina i cuori. La corruzione rovina i cuori. Per favore, no alla corruzione”.

Svizzera. “Il Signore accompagni il vostro cammino, in particolare quello ecumenico”.

Irlanda. “Condivido le sofferenze delle vittime degli abusi”.

Lituania, Lettonia ed Estonia. “Coloro che sono passati attraverso dure prove sono radici di un popolo, da custodire con la grazia di Dio, perché i nuovi germogli possano attingervi e fiorire e portare frutto. La sfida per chi invecchia è non indurirsi dentro, ma rimanere aperto e tenero di mente e di cuore. La sfida è rafforzare la comunione tra tutti i cristiani, già sviluppatasi durante il duro periodo della persecuzione”.

2019

Panama (GMG). Siete maestri della cultura dell'incontro. La forza della Gmg è la capacità di ritrovarsi fratelli anche se siamo di tanti Paesi, grazie a Qualcuno che ci unisce”.

Emirati Arabi Uniti. “Le religioni non ammettono violenza e terrorismo ma si impegnano per la pari dignità di tutti, per aiutare la riconciliazione, per essere voci degli ultimi e capaci di smilitarizzare il cuore dell’uomo” (poi la firma sul Documento comune sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib).

Marocco. “La compassione diventa bene comune quando, pur con fedi diverse, ci si incontra sulla terra di valori comuni”.

Bulgaria e Macedonia del Nord. “Col motto Pacem in terris ho invitato tutti a camminare sulla via della fraternità. A voi, che conoscete il dramma dell'emigrazione, mi permetto di suggerire di non chiudere gli occhi, il cuore e la mano - come è nella vostra tradizione - a chi bussa alle vostre porte”. 
“Macedonia è un mosaico in cui ogni tessera è necessaria all’originalità e bellezza del quadro d’insieme. Continuate a lavorare con impegno, dedizione e speranza affinché i figli e le figlie di questa terra possano, sull’esempio di Madre Teresa, scoprire, raggiungere e maturare la vocazione che Dio ha sognato per loro”.

Romania. “Camminate insieme per il bene comune del popolo rumeno, pur rinunciando a qualcosa della propria visione o del proprio specifico interesse a favore di un disegno più ampio, per costruire una società inclusiva dove i più deboli, i più poveri e gli ultimi non sono visti come indesiderati”.

Mozambico-Madagascar-Mauritius. “La difesa della terra è anche la difesa della vita, richiede attenzione quando si c'è una tendenza a saccheggiare e depredare”. “Guardiamoci intorno: quanti uomini e donne, giovani, bambini soffrono e sono totalmente privi di tutto!”. “Elogio gli sforzi dei mauriziani per favorire l’incontro tra culture, civiltà e tradizioni religiose diverse, contribuendo così alla lotta contro ogni discriminazione”.

Thailandia e Giappone. “La Thailandia mostra rispetto e apprezzamento per le diverse culture, i gruppi religiosi, le filosofie e le idee. Apprezzo la lotta contro la violenza e ogni forma di sfruttamento, schiavitù e abuso”.

“Una persona, una comunità o persino un’intera società possono essere altamente sviluppate all’esterno, ma con una vita interiore povera e ridotta, con l’anima e la vitalità spente. Dalle ferite del passato e dall’esperienza di dolore qui vissuta, non cediamo all’indifferenza ma alziamo la voce in difesa di tutti i sofferenti, delle vittime innocenti delle guerre di ieri e di oggi. La compassione costruisce la storia, e la salvezza di Cristo è offerta a tutti”.

2021

Iraq. “Il terrorismo e la morte non hanno mai l’ultima parola. Se Dio è il Dio della vita - e lo è -, a noi non è lecito uccidere i fratelli nel suo nome. Se Dio è il Dio della pace - e lo è -, a noi non è lecito fare la guerra nel suo nome. Se Dio è il Dio dell’amore - e lo è -, a noi non è lecito odiare i fratelli”.

Ungheria e Slovacchia. “Ogni volta che c'è stata la tentazione di assorbire l'altro non si è costruito, ma si è distrutto… Dobbiamo vigilare e pregare perché non accada più. Penso alla minaccia dell'antisemitismo che ancora serpeggia in Europa e altrove. È una miccia che va spenta. Ma il miglior modo per disinnescarla è lavorare in positivo insieme, è promuovere la fraternità”. “Dal cuore dell'Europa viene da chiedersi: noi cristiani abbiamo un po’ smarrito l’ardore dell'annuncio e la profezia della testimonianza?”.

Cipro e Grecia. “Come Barnaba, anche voi siete chiamati a essere segni visibili e credibili della pazienza di Dio che non lascia mai nessuno fuori casa, mai nessuno privo del suo tenero abbraccio. Con la vostra fraternità potete ricordare a tutti, all’Europa intera, che per costruire un futuro degno dell’uomo occorre lavorare insieme, superare le divisioni, abbattere i muri e coltivare il sogno dell’unità”.

“Senza Atene e senza la Grecia l’Europa e il mondo non sarebbero quello che sono. Sarebbero meno sapienti e meno felici”.

2022

Malta. “La casa dell'Unione Europea è stata edificata perché vi abiti una grande famiglia unita nel custodire la pace. Il Mediterraneo ha bisogno di corresponsabilità europea, per diventare nuovamente teatro di solidarietà e non essere l’avamposto di un tragico naufragio di civiltà. Mare Nostrum non può diventare il cimitero più grande dell’Europa. L’altro non è un virus da cui difendersi ma una persona da accogliere”.

Canada. “Chiedo umilmente perdono per i mali commessi da così tanti cristiani nei confronti dei popoli indigeni. Sono profondamente dispiaciuto per il modo in cui molti cristiani avevano sostenuto l’atteggiamento colonizzatore e favorito l’oppressione dei popoli indigeni proprio attraverso i progetti di distruzione culturale promossi dai governi dell’epoca, come quelli delle scuole residenziali per indigeni”.

Kazakhstan. “Non possiamo andare avanti collegati e separati, connessi e lacerati da troppe disuguaglianze: pace, donna e giovani sono le tre parole chiave per raggiungere il dialogo tra i popoli. La straordinaria multireligiosità e multiculturalità del Kazakhstan ci offre un esempio di futuro”.

Bahrain. “Su queste isole si ammira una società composita, multietnica e multireligiosa, capace di superare il pericolo dell’isolamento. Non lasciamo evaporare la possibilità dell’incontro tra civiltà, religioni e culture, non permettiamo che secchino le radici dell’umano!”. 

2023 

Congo RD e Sud Sudan. “Giù le mani le mani dall’Africa, basta! Smettete di sfruttare questo continente. Il Congo RD è come un diamante in Africa, ma è diventata fonte di discordia, violenza e, paradossalmente, di impoverimento della popolazione”. “Le donne sud sudanesi siano semi di un nuovo Paese, senza violenza, riconciliato e pacificato. Deponete le armi dell’odio e della vendetta per imbracciare la preghiera e la carità e per mettere sulle ferite il sale del perdono, che brucia ma guarisce”. 

Ungheria. “Un paese che ha una sola lingua e un solo costume è debole e cadente. Pare di assistere al triste tramonto del sogno corale di pace, mentre si fanno spazio i solisti della guerra. Sembra essersi disgregato negli animi l’entusiasmo di edificare una comunità delle nazioni pacifica e stabile, mentre tornano a ruggire i nazionalismi e si esasperano giudizi e toni nei confronti degli altri. E si fa strada la via nefasta delle colonizzazioni ideologiche, che eliminano le differenze, come nel caso della cosiddetta cultura gender, vantando come conquista un insensato diritto all'aborto, che è sempre una tragica sconfitta”.

Portogallo (GMG). “Nella Chiesa nessuno è di troppo, c’è posto per tutti. Ripetete con me: tutti, tutti, tutti. Non abbiate paura di agire. Non abbiate paura di sognare”.

Mongolia. Le religioni, quando si rifanno al loro originale patrimonio spirituale e non sono corrotte da devianze settarie, sono a tutti gli effetti sostegni affidabili nella costruzione di società sane e prospere. È sempre più urgente e non più rimandabile l’impegno per la tutela del pianeta Terra. Cari cattolici non abbiate paura dei numeri esigui, dei successi che tardano, della rilevanza che non appare. Non è questa la strada di Dio”.

Francia (Marsiglia). “Noi credenti, dunque, dobbiamo essere esemplari nell’accoglienza reciproca e fraterna. Fratelli, sorelle, affrontiamo uniti i problemi, non facciamo naufragare la speranza, componiamo insieme un mosaico di pace”.

2024

Indonesia-Papua Nuova Guinea-Timor Est-Singapore. “Favorire ogni iniziativa necessaria a valorizzare le risorse naturali e umane, in modo tale da dar vita a uno sviluppo sostenibile ed equo, che promuova il benessere di tutti, nessuno escluso” (Indonesia). “Un paradiso da tutelare, nelle sue immense ricchezze naturali, facendo appello al senso di responsabilità di tutti, a partire dalle multinazionali per lo sfruttamento delle risorse” (Papua). “In diverse parti del mondo, prevalga il desiderio di pace e di purificazione della memoria, per chiudere le ferite e sostituire all’odio la riconciliazione e alla contrapposizione la collaborazione come qui!” (Timor Est). “Ci vuole particolare attenzione ai poveri, agli anziani per tutelare la dignità dei lavori migranti, per non legittimare l’esclusione di coloro che si trovano ai margini dei benefici del progresso” (Singapore)

Lussemburgo e Belgio. “Il Lussemburgo si è distinto nell’impegno per la costruzione di un’Europa unita e solidale, lasciando finalmente alle spalle le divisioni, i contrasti e le guerre, causate da nazionalismi esasperati e da ideologie perniciose. Le ideologie sempre sono un nemico della democraziaNon dimenticatevi: l’unità è superiore al conflitto, la realtà è superiore alla idea, il tutto è superiore alla parte, il tempo è superiore allo spazio”.
“La concordia e la pace non sono una conquista che si ottiene una volta per tutte, bensì un compito e una missione da coltivare, da curare con tenacia e pazienza. Il Belgio è quanto mai prezioso per la memoria del continente europeo”.

Francia (Corsica). “Sana laicità significa liberare la religione dal peso della politica e arricchire quest’ultima con gli apporti della religione, mantenendo tra loro una necessaria distanza, una chiara distinzione e la necessaria collaborazione tra le due. oggi, specialmente nei Paesi europei, la domanda su Dio sembra affievolirsi e ci si scopre sempre più indifferenti nei confronti della sua presenza e della sua Parola”. 



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