Per una Pasqua missionaria, 30 ragazzi dai saveriani di Ancona
Anche quest'anno, la casa dei saveriani di Ancona ha accolto alcuni giovani durante il triduo pasquale per riscoprire il grande valore della Pasqua, soprattutto nella sua dimensione missionaria. Hanno partecipato 32 giovani e i loro animatori.
L'iniziativa era nata l'anno scorso, con il desiderio di far scoprire ai ragazzi della parrocchia di Polverigi la bellezza delle celebrazioni pasquali; quest'anno si è aperta anche ad altri giovani appartenenti ai vari gruppi che noi missionari accompagniamo.
La chiamata a donarsi
In tre giorni, i partecipanti hanno guardato alla Pasqua come pas-saggio, un traghettamento dalle proprie sicurezze e le proprie comodità verso un di qua, dove c'è bisogno di annunciare l'amore di Cristo che ci spinge ai fratelli e alle sorelle.
Così abbiamo iniziato giovedì pomeriggio parlando della Pasqua come chiamata a donarsi. All'arrivo, i giovani si sono presentati per farsi conoscere meglio. Poi, abbiamo ascoltato la testimonianza di una famiglia che si occupa di ragazzi portatori di handicap. Con loro abbiamo celebrato la Cena del Signore e la lavanda dei piedi.
Il dolore di Cristo continua
Venerdì santo abbiamo vissuto la via crucis fuori casa, nelle grotte di Camerano, che costituiscono un ambiente suggestivo per riscoprire il senso della Passione e del dono di Cristo attraverso la morte. È stata l'occasione di far scoprire ai giovani una realtà: ancora oggi la passione di Cristo continua in coloro che soffrono, sono emarginati e sfruttati.
La serata è stata caratterizzata dalla celebrazione penitenziale e dalla venerazione della croce. È stato apprezzato il grande silenzio che ha accompagnato la veglia. Tra un momento e l'altro, i giovani hanno avuto il tempo per conoscersi meglio e anche per distendersi e giocare.
Un impegno per il futuro
L'esperienza si è conclusa il sabato santo in mattinata, con la riscoperta dei vari simboli della veglia pasquale, da vivere nella nostra vita quotidiana. I partecipanti sono tornati a casa davvero contenti per aver vissuto una bella esperienza; ma anche con un pizzico di insoddisfazione: quella di aver avuto poco tempo.
Perciò alcuni di loro hanno risposto positivamente alla nostra proposta di formare un gruppo missionario giovanile, augurandosi a breve di poter pas-sare di qua.
Scrive don Giulio Dellavite:
Maddalena all'alba va al sepolcro di nascosto: "Se non ricordi che Amore t'abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai mai amato".
Gli apostoli invece sono chiusi per paura nel cenacolo: "Dio è la speranza del forte e non la scusa del vile". Ognuno vale tanto quanto le cose a cui dà importanza.
Il sepolcro vuoto, anche per chi non riesce a fare il passo della fede nella risurrezione, ha comunque la forza di messaggio primaverile di vita, perché fa capire che un sorriso fatto ai vivi è meglio di una fontana di lacrime sulla tomba dei morti.








