Per una nuova umanità, ''Vi annunciamo Cristo Risorto''
La lettera dall'Amazzonia scritta da p. Mario Del Rio, saveriano di Ottana, a Pasqua del 1977,è una testimonianza dello zelo e della fede che ha animato il suo lavoro missionario. La possiamo considerare come il suo testamento spirituale. Oggi il sogno di p. Del Rio è portato avanti dal saveriano indonesiano p. Antonius Tri che ha studiato a Parma.
Carissimi, vi scrivo per alimentare il vostro fervore missionario, senza il quale la vita intera sarebbe "quaresima"; il che, non avrebbe senso. Un gruppo missionario, un uomo o una donna senza entusiasmo e senza allegria è un "Cristo morto", senza speranza di "farsi vivo".
Come un bambino in canoa
La speranza della risurrezione, del Cristo vivo, la speranza viva in noi e negli altri è ciò che ci dà la forza e il coraggio di stare qui. Ma la sepoltura di Cristo è proprio quel principio di nuova umanità, di un mondo nuovo, di un cielo nuovo e di una terra nuova. E tutto questo, grazie al potere di Dio che è in noi.
Un bambino in canoa che attraversa un grande fiume è il simbolo dell'Amazzonia, della nostra vita di missionari e di tutto questo popolo: l'uomo alla ricerca del vero, del buono e del giusto; l'uomo alla ricerca della felicità. Noi missionari annunciamo e indichiamo il cammino di questa felicità. Siamo tutti fragili, deboli come un bambino e come la canoa su cui egli viaggia.
Il fiume è la vita: enorme, a volte furioso. Ma il bambino dell'Amazzonia continua, tranquillo e sereno, non ha paura, non desiste: vuole attraversare e ci riesce. Ecco il mistero della nostra vita; ecco la nostra missione di evangelizzatori e annunciatori della resurrezione.
Un'invasione pacifica
Umanamente siamo fragili, ma dentro di noi portiamo la serenità, la pazienza, il coraggio e l'ostinazione dell'indio, perché c'è in noi Cristo risorto. Senza di lui la canoa della nostra vita sarebbe andata a fondo mille volte. Ma il Risorto appare in mezzo a noi "a porte chiuse"...
Mosè è stato il primo "indio della canoa", il primo modello di uomo incapace, fifone, insufficiente... È stato il primo missionario che ha realizzato la "resurrezione" del suo popolo. Il Signore è risorto davvero. Infatti, quando meno ce lo aspettiamo, quando la paura ci domina e chiudiamo le porte, lui entra. Ci dà la pace, ci perdona i peccati e ci comanda di perdonare.
Tutte queste cose ci danno grande allegria. Noi annunciamo tutto questo: la pace del Risorto invade tutti, e la comunità dei credenti cresce e comincia a vivere unita. Tutto questo noi sperimentiamo e annunciamo anche a voi e per voi. A Dio piace davvero che i poveri siano felici. Il piacere di Dio invade tutti noi... ed è tutto qui!








