Per seguire la voce dell’Amico
Dal cuore d’Italia al cuore dell’Africa
Sono un giovane missionario saveriano della Toscana; più precisamente, di San Cassiano a Vico, in provincia di Lucca. Non sono molti i saveriani toscani. Ma le vie del Signore sono sempre sorprendenti! Egli chiama alcuni a seguirlo più da vicino, con modi che non è possibile prevedere.
Inizia la nuova avventura
La mia avventura con il Signore, è iniziata l’8 settembre 1995, festa della nascita di Maria, Madre di Cristo e della chiesa. Quel giorno avevo lasciato la casa del paese per andare alla casa saveriana di Desio, non lontano da Milano. Mi avevano accompagnato i miei genitori, una nipote e un amico. Tante erano le mie ansie e i pensieri si accumulavano nella mente.
Al momento del ritorno dei miei verso casa, provai una sensazione indimenticabile: gioia per l’inizio della vita missionaria, che avevo desiderato, e un dolore profondo per il distacco. Che solitudine! Da quel giorno, “ne è passata di acqua sotto i ponti”, come si suol dire. Restai a Desio due anni, per completare gli studi di filosofia.
Seguendo l’Amico…
Con altri quattro giovani, sono poi andato nella comunità saveriana di Ancona per fare i due anni di noviziato: un periodo importante di riflessione e di impegno, per prepararci alla vita religiosa e missionaria. Cominciava così un altro capitolo della mia vita, alla sequela “dell’Amico”.
Era il settembre del 1997. Padre Alfiero Ceresoli è stato il nostro maestro nella formazione al carisma saveriano e alla vita religiosa. Con le sue cure e i suoi insegnamenti, sono giunto alla decisione di dedicare la mia vita alle missioni promettendo di vivere in povertà, castità e obbedienza, nella famiglia saveriana.
La Messa di professione dei voti religiosi, il 18 luglio del 1999, nella cattedrale di Ancona piena di giovani, è stata commovente.
Affascinato dall’Africa
Durante il periodo di riflessione e discernimento del noviziato, ho maturato l’interesse a proseguire i miei studi teologici in Africa, nella comunità saveriana per studenti di teologia a Yaoundé, nel Camerun. Sono sempre stato affascinato dalle missioni africane; le testimonianze dei missionari, che ho incontrato lungo il mio cammino, mi avevano segnato profondamente.
Il Signore, infatti, si manifesta e si rivela a noi ogni giorno, anche attraverso le piccole cose, gli avvenimenti ordinari, gli incontri occasionali. I superiori hanno risposto favorevolmente alla mia preferenza… “africana”. D’accordo con loro, è stato organizzato il piano per la partenza, passando prima per Parigi - un periodo di circa 9 mesi - a imparare il francese.
Il Camerun, infatti, era una colonia francese e, con l’indipendenza, il Camerun ha mantenuto la lingua francese come lingua nazionale. Ho lasciato l’Europa nel settembre 2001, per raggiungere la comunità di Yaoundé, in Camerun.
La comunità era composta da giovani studenti saveriani di sei nazionalità diverse: italiana, messicana, brasiliana, congolese, camerunese e bangladeshi.
Quasi come la piazza di Gerusalemme, il giorno della Pentecoste. Per intenderci tra noi, la lingua comune era il francese.
Quanto sei bella, Africa!
Tutto mi è apparso così bello e grande, sin dall’inizio: Africa, sei bella e scoppi di vita! Il tempo passato in Camerun è stato bello e pieno di esperienze. Certo, non sono mancate le difficoltà, come ognuno può immaginare. Ma alla fine, tutto sommato, prevalgono i ricordi belli e gli arricchimenti che ho potuto ricevere.
La mia vita in Camerun si è alternata tra lo studio della teologia - primo compito da non trascurare - la vita comunitaria e l’attività di apostolato. Le comunità saveriane di teologia sono tutte internazionali.
Questo vuol dire che da diverse parti del mondo gli studenti saveriani si incontrano per fare comunità, cercando di amarsi come fratelli della stessa famiglia e di vivere insieme l’ideale missionario del nostro amato fondatore, il beato Guido Conforti.







