Skip to main content

''Per Cristo voglio vivere e morire''

Condividi su

Mi è capitato tra le mani il testamento spirituale di Shahbaz Bhatti, ministro pakistano per le minoranze, ucciso il 2 marzo da una banda di fondamentalisti islamici. Era impegnato a modificare la legge sulla blasfemia. È una splendida testimonianza di fede cristiana che interpella le nostre coscienze, in un momento in cui certi valori sono spesso sacrificati sull'altare del consumismo, dell'edonismo e del rispetto umano. Essere cristiani missionari significa vivere e testimoniare il vangelo di Cristo con la forza che viene dallo Spirito.

  • p. Lino Sgarbossa, sx.

Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e i principi della bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia. Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovavo profonda ispirazione negli insegnamenti, nel sacrificio e nella crocifissione di Gesù.

Un posto ai piedi di Gesù

Le spaventose condizioni in cui versavano i cristiani del Pakistan mi sconvolsero. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un'omelia sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. Pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo Paese islamico.

Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: "No, io voglio servire Gesù da uomo comune". Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora - in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi e perseguitati del Pakistan - Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita.

Ponti di solidarietà e d'amore

Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in Pakistan. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità.

I cristiani del mondo, che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005, hanno costruito ponti di solidarietà, d'amore, di comprensione, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno, sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Ciò produrrà un cambiamento in positivo: i popoli non si odieranno, non uccideranno nel nome della religione, ma si ameranno gli uni gli altri, porteranno armonia, coltiveranno la pace e la comprensione in questa regione.

Senza provare vergogna

Quando rifletto sul fatto che Dio ha mandato il suo stesso Figlio e che Gesù ha sacrificato tutto per la nostra redenzione e la nostra salvezza, mi chiedo come possa io seguire il cammino del Calvario.

I passi che più amo della bibbia recitano: "Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi".

Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro. Qualunque sia la loro religione, vanno considerati come esseri umani. Sono la parte perseguitata e bisognosa del corpo di Cristo. Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù e io potrò guardarlo senza provare vergogna.

  • (da: "Cristiani in Pakistan. Nelle prove la speranza", Marcianum Press 2008)


Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2613.29 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Settembre 2006
Il Saverio non ne parla mai nelle sue lettere e racconti. Ma le testimonianze sul miracolo sono attendibili. Cosa era successo? Nel marzo del 1546 ad…
Edizione di Novembre 2013
Per la laurea mi sono regalato il pellegrinaggio da Loyola a Javier. All'inizio di questa avventura on the road non sapevo cosa mi aspettas…
Edizione di Aprile 2005
(Da: Ileana) Frequento i saveriani da molti anni, ma penso che l’esperienza di un cammino più intenso sia iniziato a Salerno, circa due anni fa, in…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito