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È ancora buio quando, dopo una levataccia, il gruppo missionario degli “Amici dell’Unitalsi e dei Saveriani” di Viadana si ritrova ad attendere il pullman che ci porterà al Santuario di Pietralba, vicino a Bolzano, secondo pellegrinaggio di questo strano anno.

La strada è molto lunga ma, dopo aver recitato le preghiere del mattino, le Lodi, il Santo Rosario ecco che il pullman, con due bravi e gentilissimi autisti, comincia a scalare la montagna fra panorami mozzafiato, coltivazioni di mele, vigneti che sembrano disegnati con il righello, e balconi traboccanti di bellissimi fiori. Arrivati al santuario con un’ora di anticipo, decidiamo di esplorare il luogo così maestoso all’esterno e così minuto e piccolo all’interno. La chiesetta Barocca con fregi e decori sfarzosi non avrebbe mai potuto contenere tutti i fedeli. È un’emozione accedere alla piccola cappella dov’è custodita la statuetta di alabastro, raffigurante la Mamma che tiene sulle ginocchia il Figlio morto, deposto dalla Croce. Abbiamo recitato una veloce preghiera per poter lasciare spazio alle persone che attendevano.

Partecipiamo all’Eucaristia. Il presbitero, di origine camerunese, assieme a due seminaristi originari dell'Uganda, intona i canti liturgici nella sua lingua. Le loro armoniose voci di contralto non hanno bisogno di strumenti musicali e rendono la celebrazione di un’intensità e coinvolgimento davvero unici. Viene ricordata la memoria di San Filippo Benizi, dell’Ordine dei Servi di Maria, e sono benedetti il pane e l’acqua, che verranno poi donati ai presenti alla fine della Messa. Nell’omelia ci è detto che il Signore “lascia sempre la facoltà di scegliere se seguirlo, pur essendo erta la strada”.

Dopo aver alimentato lo Spirito, provvediamo tutti insieme a rifocillare anche lo stomaco. Nel pomeriggio, visitiamo la “Campana dei caduti di Rovereto”, monumento simbolo di pace collocato sul monte Miravalle, costruito con la fusione del bronzo dai cannoni delle nazioni partecipanti alla prima guerra mondale. La maestosa campana suona a distesa (il panorama su Rovereto è bellissimo): 100 rintocchi di pace ogni sera. È molto commovente vedere le bandiere di tante nazioni sventolare lungo il percorso verso la campana.

La giornata volge al termine, ma l’ultima tappa è a Riva del Garda per una passeggiata sul lungolago. Nel viaggio di ritorno, recitiamo la coroncina della Divina misericordia per la guarigione di una bambina di otto anni. Ci salutiamo con la promessa di ritrovarci al prossimo pellegrinaggio!



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