Pazzi da legare! Chi? Meditazioni estive
Tutti abbiamo vissuto l'evento del G 8 del luglio scorso come un fatto di grande rilevanza storica. La globalizzazione voluta e pianificata dai Grandi è parsa una sconfitta per la storia umana: la protesta è stata grandiosa. Forse i grandi cominceranno a rendersi conto che l'uomo non è un manichino buono per ogni stagione e che non si tratta solo del dio economia, il molock che cerca di ingoiare tutto e tutti.
Mi ha interessato la varietà degli oppositori che denota un totale sbandamento. C'era perfino un gruppo che tenta di portare avanti la lotta contro la nostra Ragione, colpevole di esser un infiltrato dal campo opposto! Violenza, non violenza, discussioni a non finire. Ma i due, cordialmente e ostinatamente separati dai due campi, sono Dio e la ragione.
M'è capitato di sedermi accanto ad un confratello tutto sconnesso, fisicamente e mentalmente, proprio senza spina dorsale: qualcosa come un sacco con tanti pezzi di macchina umana alla rinfusa: Come trovarci un senso? Neanche con la lampada di Diogene e la pazienza di Giobbe ne saresti venuto a capo. Un rudere da buttare. Lo vedi triste, quasi sprofondato in se stesso, per poi, improvvisamente, alzarsi, scoppiettando con un sorriso pauroso a far gesti senza senso. Un guaio viverci vicino!
Spesso mi immergo nella cronaca nera del sabato notte e mi sono convinto che un male oscuro e strisciante sta sbancando la mente e l'animo dei nostri giovani, e li incapsula per vivere il presente; che cosa sia è difficile dirlo. Ha l'aspetto della completa e totale realizzazione personale, ma il tutto è sapientemente mimetizzato. Se gironzoli in città sarai sorpreso dall'enorme varietà di geroglifici che imbrattano muri, autobus, carrozze ferroviarie: nuove opere straordinarie del genio umano?
Per alcuni sì, ma per altri... È il mondo dell'assurdo, pieno di contraddizioni e incomprensioni: peccato che stia avvolgendo come una piovra il mondo in cui siamo immersi.
Durante le vacanze ho incontrato missionari tornati in Italia per un periodo di riposo, di recupero e per stendere la mano a favore dei più poveri. Ho notato in loro un senso di profondo disagio. Qualcuno m'ha detto: "Il progresso tecnicoscientifico è evidente, interessante; ma c'è qualcosa che non quadra. Ho lasciato nelle foreste e nelle piane dell'Africa i miei cristiani: è un mondo che si evolve con fatica per povertà, Aids, analfabetismo, guerriglie d'ogni specie, e si cerca insieme di risolvere.
Ma qui sembra di vivere in un ambiente in evaporazione, manca un punto d'appoggio, su cui fondare le nostre certezze". C'è il vero gioco al massacro, non solo sociale; c'è quasi il gusto sadico di mettere in forse anche quel poco che l'individuo è riuscito faticosamente a costruire per sé. Un missionario amico incontrandomi e toccandosi la testa esclamò: "Nel mio cervello computer c'è scritta una sola parola: ritornare subito da dove sono venuto".
Ci sono guerriglie, fame, miseria, persecuzioni. Sì, ma almeno i campi sono chiari. Gesù è venuto per combattere queste miserie, e da lì con i missionari comincia il viaggio dell'uomo tutto verso il Regno.








