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Martedì 3 settembre, improvvisamente, ci ha lasciato p. Antonio Benetti di 77 anni. È stato a Zelarino per nove anni, dal 1993 al 2002, tre come economo e sei come rettore della comunità. Era il periodo del passaggio degli edifici dei saveriani alla diocesi. Questo ha comportato non pochi disagi al gruppetto di cinque missionari che formavamo allora la comunità: ambienti freddi, traslochi temporanei in stanzette sistemate alla meglio, fino all'ingresso nel 2001 nell'ala delle suore trasformata per essere la nuova residenza della piccola comunità dei saveriani di Zelarino.

Sapeva ascoltare tutti

Padre Antonio ha lasciato un dolce ricordo e una forza di vita in quanti lo hanno incontrato. "Viso sorridente e persona sempre disponibile", ha detto di lui don Sandro Vigani.

Altre testimonianze affermano che era affabile, ispirava fiducia, ma era discreto nell'avvicinarsi alle persone. La sua amicizia arrivava in profondità. Amava la pace e riusciva a riconciliare persone in discordia. Era un fratello più che un superiore, sapeva ascoltare, comprendere, apprezzare, collaborare e suscitare collaborazione.

Per vari anni ha curato settimanalmente alla radio "Carpini - San Marco", emittente diocesana di Venezia, una rassegna della stampa missionaria e le interviste ai missionari di passaggio in Italia.

Invitato dal professor Mario Carraro, accompagnò varie volte un gruppo di pellegrini di Carpenedo e dintorni in visita in Terrasanta, sulle orme di Gesù, e delle prime comunità cristiane, sulle orme di san Paolo, e altre mete simili. Durante i lunghi spostamenti, i pellegrini lo hanno avvicinato personalmente e a tutti lui ha cercato di far trovare Dio nel proprio cuore. Nell'ultimo pellegrinaggio ha celebrato la santa Messa in una chiesa ortodossa, seguito devotamente dal pope: anche questo è stato un piccolo passo verso l'unità dei cristiani. (Segue la testimonianza del prof. Carraro).

Vedeva Dio in tutto...

Una persona che ha partecipato a un pellegrinaggio di p. Antonio ha detto: "Credevo di conoscere bene p. Antonio, perché spesso mi recavo dai saveriani per dare una mano nelle feste, un servizio in occasione di incontri o semplicemente un aiuto in cucina, al guardaroba o per fare quattro benefiche chiacchiere.

Durante il pellegrinaggio ho constatato la semplicità e profondità della sua predicazione; sapeva collegare con Dio tutto ciò che ci accadeva: i luoghi e la natura e anche le persone che incontravamo di qualsiasi condizione esse fossero. Sembrava parlasse proprio a me, che in quel momento avevo tanto bisogno di una parola del Signore".

Il Signore gli conceda la gloria del buon missionario di Cristo.


Il saluto di un prof. amico

Caro p. Antonio Benetti, ringrazio il Signore per il dono che ci ha fatto di conoscerti e di vivere molte esperienze di vita con te, guidati da te. Grazie per quanto hai donato alla nostra comunità parrocchiale di Carpenedo, anche attraverso radio "Carpini - San Marco", l'emittente radiofonica del patriarcato di Venezia. Veramente valido è stato il tuo apporto nel curare le rubrica missionaria "rassegna della stampa missionaria e interviste ai missionari". Trasmissioni bellissime, ma che hanno richiesto un tuo impegno costante. Grazie.

Desidero ringraziarti per aver seguito negli ultimi anni un gruppo di amici desiderosi di scoprire le meraviglie della natura e dell'opera dell'uomo sparse sulla terra. La tua presenza discreta, quasi impercettibile, è stata per noi luce, punto essenziale e continuo di riferimento. Il contatto con altre culture e religioni ha arricchito tutti noi.

Ti saluto con la preghiera che mi hai inviato qualche giorno fa: "O Vergine Maria, tieni lontano da me i pericoli e guidami fino a raggiungere la vetta eterna, Cristo Gesù. Amen".

  • Mario Carraro.


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