P. Zurlo - Voleva costruire un santuario
Ora rema, sui fiumi dell'Amazzonia
Natale '99 ha bussato alla porta della nostra casa. È entrato per far risplendere una speranza nuova, la speranza di quella fraternità universale che il Giubileo 2000 porta nel suo seno. Solamente se capiamo che il grande fratello Gesù ci rende tutti fratelli, possiamo ricevere la grazia che il Giubileo riserva per i suoi fedeli, grazie di pace e di bene, di amore e di fedeltà, di gioia.
Vi scrivo da Barcarena, una cittadina di circa 30 mila abitanti, all'interno della foresta amazzonica. Si può raggiungere solo via baia o dal fiume con un viaggio confortevole di un'ora. Al mio rientro dalle vacanze, il Superiore mi ha affidato questa nuova missione, formata da 57 comunità cristiane, sparse sui fiumi, o lungo la strada che porta ad Abaetetuba.
Si viaggia in barca, jeep, canoa o con il cavallo di s. Francesco, in mezzo alla natura risplendente di ogni colore, respirando l'aria pura della foresta, contemplando i paesaggi sempre nuovi che il percorso dei fiumi riserva sorprendentemente.
Sono venuto a dare una mano a p. Raimundo, il primo sacerdote locale della diocesi di Abaetetuba, il primo frutto del seminario della Madonna di Guadalupe, di cui sono stato coordinatore per anni. Per accompagnare la vita cristiana di tante necessità e per sviluppare una vera evangelizzazione missionaria, non si può rimanere soli. Ed eccomi pronto per offrire un servizio alla gente, come meglio posso, sempre alla maggior gloria di Dio.
A Belém sognavo di costruire un Tempio Missionario Confortiano, che diventasse centro di vita cristiana e di animazione missionaria saveriana. Tutti voi, lettori di "Missionari Saveriani", mi avete appoggiato in questo progetto. Ma, tornato dall'Italia, il Superiore mi ha proposto questa nuova missione. Ho accettato a fatica, mettendomi nelle mani della Madonna di Guadalupe e mi sono dichiarato disponibile.
A Barcarena respiro aria di serenità: qui 37 anni fa mettevano piede i primi quattro Saveriani che si dedicarono senza riserve all'evangelizzazione di questa gente. In questi villaggi ha lavorato p. Urbani, che aveva fatto della sua barca la sua casa. Qui ha offerto la sua vita p. Sebastiano Tiraboschi, morto precocemente di tumore. Qui ha consumato le sue energie p. Augusto Cardin, che ora si trova a Parma, in attesa della chiamata del Padre.
Qui ha lavorato p.Antonio Benetti, attualmente rettore della Casa di Zelarino. Qui hanno lavorato le Saveriane. Non posso tradire le gesta di coloro che benedissero questa terra e questa gente. Ora spetta a noi glorificare Iddio con la nostra presenza missionaria.








