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P. Tonino, nostro 13.mo fratello: Una famiglia adotta un missionario

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Mio papà, in ricordo del figlio Pasquale morto a 25 anni, cercava un giovane che avesse lo stesso nome per sostenerlo negli studi di missionario. Scrisse perciò all'istituto saveriano manifestando questo suo desiderio.

Gli risposero che non c'era alcun giovane di nome "Pasquale". C'era invece un giovane che si chiamava "Antonio": Antonio Decembrino... Papà accettò e, da allora, ogni anno inviava la quota per sostenerlo negli studi.

L'incontro con la famiglia

Completati gli studi, Antonio - per noi di famiglia "Tonino" - prima di partire per il Bangladesh telefonò a mio padre esprimendo il desiderio di conoscere lui e tutta la famiglia. Papà avvertì subito tutti noi che ci presentammo all'incontro. Io non andai perché ero al nono mese di gravidanza e non potevo affrontare il viaggio da Cardito (Napoli) a San Mauro Cilento (Salerno).

Tonino rimase a casa nostra per alcune ore e poi ripartì. Qualche giorno dopo si recò in casa di mia sorella Luisiana, a Bracciano Romano. Si trattenne con lei una giornata intera. Poi, a maggio del 1980, padre Tonino partì per la missione in Bangladesh.

Dopo alcuni anni io e mia sorella Alma leggemmo la notizia della morte di p. Tonino sul mensile "Missionari Saveriani", al quale lei era abbonata. Ritagliammo l'articolo, che portava anche la sua foto, ed entrambi lo conservammo: lei in originale e io in fotocopia.

Un sogno chiarificatore

Nel frattempo, i miei genitori erano morti. Mia sorella, che riceveva la pensione minima e viveva con me, mandava ai saveriani le offerte per far celebrare la Messa in loro suffragio e ogni anno inviava loro una parte della sua tredicesima.

Alma morì il 5 maggio del 2005. Ogni tanto sognavo che era triste e non riuscivo a capire il perché. A casa mia, arrivavano ancora i giornalini dei saveriani; li leggevo sempre, ma non avevo mai pensato di fare un'offerta. Un giorno ero a casa da sola. Soffrivo nel pensare a mia sorella triste. Improvvisamente, presi il conto corrente postale, andai alle Poste e inviai un'offerta ai saveriani. Dopo alcune notti, sognai Alma: era felice e sorridente. Allora capii che io dovevo continuare al posto suo.

Passato un po' di tempo, telefonai a Brescia per comunicare il cambio di nome, da Alma al mio. In quell'occasione ho avuto la fortuna di parlare con p. Marcello, che mi ha dato notizie più precise sulla morte di padre Tonino, il nostro "tredicesimo fratello".


Cara signora Mazzarella,

      la ringrazio per il bel racconto dell'affetto missionario dimostrato dal papà, e continuato poi da sua sorella Alma e da lei stessa, verso il caro p. Tonino Decembrino, con il quale ho avuto la grazia di lavorare per molti anni in Bangladesh.

Il Signore ha voluto chiamarlo a Sé in modo misterioso. Con fede, ci affidiamo al suo amore misericordioso, che saprà in qualche modo "rimpiazzare" con altri "operai" la scomparsa prematura di un annunciatore del vangelo.

È commovente il vostro affetto per p. Tonino, vostro "tredicesimo fratello", a sostituzione di Pasquale che il Signore aveva chiamato a sé in giovane età. Il 28 dicembre sono passati dieci anni dalla sua morte. La storia che ha ispirato il papà ad "adottare" il missionario e a seguirlo con tanto affetto, credo sia un bel modo per ricordarlo.

Padre Decembrino era nato a Manfredonia (Foggia) il 28 maggio 1945 ed era diventato saveriano all'età di 18 anni. Dopo l'ordinazione sacerdotale nel 1971, era stato animatore missionario a Macomer, in Sardegna. Nel 1980 era partito per il Bangladesh, spendendo la sua vita fino al 28 dicembre 1997, quando un attacco di malaria cerebrale lo portò via dalla gente, che tanto lo aveva apprezzato e amato.

Il Signore accompagni lei, la grande famiglia Mazzarella e tutti i missionari, con la sua beatitudine.

p. Marcello Storgato, sx.



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