P. Lino, vero padre spirituale
Padre Lino Maggioni ha fatto parte della comunità saveriana di Tavernerio in questi ultimi 13 anni, fino al giorno in cui è stato ricoverato per la frattura del femore, all’Ospedale sant’Anna di Como. Poi, è passato in una Casa di cura vicino a Bergamo e infine a Parma nell’infermeria della Casa Madre, dove è stato ospite negli ultimi nove mesi della sua vita e dove il Signore lo ha chiamato a sé lo scorso 22 settembre.
Padre Lino è stato un vero padre spirituale. Lo fu anzitutto per i ragazzi della nostra casa apostolica di Brescia, dove fu mandato subito dopo la sua ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1964. Poi, è stato pastore della comunità di Kiliba in Congo (1967-72). La fiducia dei superiori l’ha richiamato in Italia dopo soli cinque anni in Africa, per essere maestro dei novizi, un compito svolto per dieci anni dal 1974 al 1984 nelle due sedi di Tavernerio e Ancona. Fu poi incaricato della formazione continua di religiosi e religiose della Pontificia Unione Missionaria a Roma per altri dieci anni. Dopo un breve periodo come rettore della casa saveriana di Parigi, ritornò in Africa nel 2004 e fu collaboratore della missione di Kamenge in Burundi. Un incidente stradale occorsogli in Burundi lo riportò in Italia. Fu destinato alla nostra comunità di Tavernerio nel 2010. È stato per noi un fratello, ma soprattutto padre, consigliere e confessore di tante persone che qui venivano a cercarlo.
Padre Lino era una persona positiva, serena, trasparente. Il suo sguardo dolce e accogliente era lo specchio della sua persona. In questi anni era diventato uno spazio spirituale a cui chiunque poteva accedere ed era accolto con attenzione affettuosa. Padre Lino aveva un’intelligenza vivace, era un artista (amava dipingere), ma soprattutto aveva il dono dell’ascolto, della consolazione e del consiglio. Molti ne hanno approfittato ovunque è stato. Aveva anche il dono di farsi amico di coloro che ascoltava anche se accostava tutti con facile simpatia.
La sua scomparsa lascia in tutti noi un grande vuoto. Lo dimostra l’affetto con cui le persone si sono informate della sua salute e la frequenza con cui gli hanno fatto visita a Parma. Il Signore l’abbia nella sua casa di luce e di pace e la sua preghiera interceda per noi Saveriani affinché qualche nuova vocazione missionaria prenda il suo posto e continui il suo ministero di accoglienza e di consolazione.







