P. Giulio Mattiello, Ha dato tanto a noi di Piacenza
Padre Giulio Mattiello è morto lo scorso 2 ottobre nella casa saveriana di Vicenza, dove risiedeva da quattro anni. Desideriamo ricordare questo missionario che a Piacenza ha lasciato una testimonianza di vita evangelica, silenziosa ma efficace.
Tutti gli amici dei saveriani di Piacenza ricordano con nostalgia l’aiuto spirituale che egli era sempre pronto ad offrire, dalla bella chiesa di Santa Chiara, in viale Farnese.
Studioso e musicista
Padre Giulio Mattiello era nato il 17 settembre 1926 ad Altavilla Vicentina (Vicenza) da famiglia numerosa. La vocazione sacerdotale e religiosa si era fatta sentire già in tenera età. L'ambiente familiare era idoneo. Vari parenti erano religiosi e sacerdoti, tra cui il cugino mons. Mattiello, collaboratore del vescovo di Vicenza mons. Nonis. Il carattere estroso, simpatico e semplice, porta il ragazzo Giulio ad avvicinarsi ai missionari saveriani, dei quali poi entra a far parte e viene ordinato sacerdote.
Padre Giulio si laurea in teologia alla pontificia università Angelicum di Roma e poi in filosofia all’università di Pavia. Molto stimato anche dai suoi professori, non ha mai mostrato orgoglio per il suo sapere. Era amante della musica classica: suonava pianoforte ed organo e organizzava spesso concerti benefici presso la chiesa e l'auditorium di Santa Chiara in collaborazione con l'orchestra filarmonica italiana, che lui aveva ospitato presso la casa dell’istituto, in viale Farnese.
Una breve vita missionaria
Dopo aver imparato l’inglese in Scozia, padre Giulio è destinato alla missione in Sierra Leone. Gli è affidata la missione di Kabala, ma è potuto restarvi meno di tre anni. La Sierra Leone era chiamata "la tomba dell'uomo bianco”, a causa della terribile zanzara portatrice di malaria. Padre Giulio ne rimane vittima e si ammala gravemente, tanto da dover tornare in Italia.
Dopo mesi di cure all'ospedale di Parma, riesce a trovare un po’ di salute. Così è inviato in varie comunità saveriane, come insegnante e formatore di giovani aspiranti missionari: ad Alzano (BG), a Brescia e a Cremona. Dal 1979 è nella casa saveriana di Piacenza e vi rimane per oltre vent'anni, fino al 2001.
Padre Giulio nutriva grande stima e affetto per i movimenti ecclesiali. Li chiamava "anima della nuova chiesa evangelizzatrice". Offriva volentieri accoglienza e ospitalità fraterna ai gruppi del rinnovamento nello Spirito e alle comunità neocatecumenali.








