Novembre e i cari defunti
Novembre ha un richiamo particolare al nostro rapporto con chi ci ha preceduto nella casa del Padre. La visita al cimitero, la cura delle tombe e, soprattutto la preghiera di intercessione e la celebrazione dell’Eucarestia ci conducono a mantenere con i nostri cari un legame sempre vivo, ricco di fede, che approfondisce la nostra visione cristiana della vita, della sofferenza e della stessa morte.
Sì, la fede ci dice che il viaggio della nostra vita non finisce nel nulla, ma in un caloroso abbraccio con Colui che ci ama più di tutti, che ci ama al punto da aver dato la vita per noi. La nostra morte ci apre la porta e i nostri occhi vedono il Signore Gesù, che ci accoglie nella sua pienezza di vita e di amore, come prima di noi ha già accolto i nostri cari. È bene ricordarci spesso queste realtà. I canti della Messa di esequie ci richiamano con profonda sapienza il senso cristiano della nostra morte, in cui domina non la paura o la tristezza, ma la gioia dell’incontro. Vogliamo riportarne qualcuno.
“Quando busserò alla Tua porta/avrò fatto tanta strada/ Avrò frutti da portare, avrò ceste di dolore, avrò grappoli d’amore, o mio Signore… Avrò amato tanta gente/avrò amici da ritrovare e nemici per cui pregare, o mio Signore…”.
Un altro canto dice: “Tra le mani non ho niente, spero che mi accoglierai/ chiedo solo di restare accanto a Te/ Sono ricco solamente dell’amore che mi dai/ è per quelli che non l’hanno avuto mai. Se mi accogli, mio Signore, altro non Ti chiederò/ e per sempre la Tua strada la mia strada resterà/nella gioia, nel dolore, fino a quando Tu vorrai/ con la mano nella Tua camminerò. Io ti prego con il cuore, so che Tu mi ascolterai/ rendi forte la mia fede più che mai/ Tieni accesa la mia luce fino al giorno che tu sai/ Con i miei fratelli incontro a Te verrò”.
Forse il canto più bello è il seguente. “Io credo, risorgerò, questo mio corpo vedrà il Salvatore. Prima che io nascessi, mio Dio, Tu mi conosci/ Ricordati, Signore, che l’uomo è come l’erba, come il fiore del campo. Ora è nelle Tue mani quest’anima che mi hai dato/accoglila, Signore, da sempre Tu l’hai amata, è preziosa ai Tuoi occhi. Padre, che mi hai formato a immagine del tuo volto/ conserva in me, Signore, il segno della tua gloria, che risplenda in eterno. Cristo, mio Redentore, risorto nella luce/ io spero in Te, Signore: hai vinto, mi hai liberato dalle tenebre eterne”.
E allora, al pensiero della morte, dei nostri cari e nostra, il sentimento dominante, pur nel dolore, deve essere la gioia: “Canto per Cristo, che mi libererà, quando verrà nella gloria/ quando la vita con lui rinascerà, alleluia, alleluia. Canto per Cristo, un giorno tornerà: festa per tutti gli amici/ festa di un mondo che più non morirà, alleluia, alleluia”.
I nostri cari defunti sono questa bella realtà che ci richiamano. I saveriani di Desio, non solo nel mese di novembre ma tutto l’anno, ogni sera alle 18.45, celebrano l’Eucaristia ricordando tutti i defunti (familiari, benefattori, amici). Vi invitiamo a unirvi alla nostra preghiera. Siamo grati di ricevere le vostre “intenzioni” per la celebrazione di S. Messe (scrivere a desio@saveriani.it).
Terminiamo con un pensiero di Sant’Agostino: “Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo, dove ora vivo, non piangeresti… Qui si è assorbiti nell’incanto di Dio”. È questo che il Signore Gesù ci ha promesso.







