Notizie: "Cucina Solare", Bibbia, Colombia, Indonesia, Thailandia
La "cucina solare" in aiuto dei poveri
In Africa si sta diffondendo, ma molto lentamente, la "cucina solare", cioè una specie di pannello solare, a forma di parabola, studiata con le dimensioni e le angolature più adatte al maggior rendimento di calore. Fatta con materiale lamellare in lega, serve a trasformare i raggi del sole in calore.
Il Gesuita p. Pietro Rusconi, che l’ha sperimentata in Ciad, scrive: "I tedeschi che l’hanno progettata, l’hanno fatta conoscere in Africa e in America, ma solo dove ci sono possibilità di guadagno. Io voglio darla ai poveri. Essa contribuirà a proteggere gli alberi, che ora vengono sterminati, perché consente di cucinare alla maniera tradizionale facendo bollire una pentola d’acqua di 20 litri in 45 minuti primi. Potendosi usare dalle 6 alle 17, essa sarà anche di grande aiuto alla donna che non subirà i danni del fuoco e risparmierà ai bambini le gravi ustioni che ora subiscono dal focolare sempre acceso. La "cucina solare" permette anche il funzionamento del frigorifero e dei contenitori per conservare le medicine".
La Bibbia, diffusione record
Il numero delle lingue nelle quali almeno un libro della Bibbia può essere letto ha raggiunto quota 2.062. Questa cifra record è stata raggiunta grazie anche alle 44 nuove lingue nelle quali la Bibbia è stata tradotta l’anno scorso. Le 2062 lingue sono così suddivise: 587 africane, 516 asiatiche, 341 appartenenti alla zona del Pacifico, 189 all’Europa e 71 all’America del Nord.
L’intera Bibbia è stata tradotta in ben 337 lingue: un bel record se si considera che nel mondo si parlano "solo" più di 6 mila idiomi! Le prime 20 mila copie della nuova versione della Bibbia in lingua vietnamita, completa di introduzione e annotazioni, è stata pubblicata lo scorso anno; 100 mila copie con il solo testo biblico e pochissime annotazioni. Lo ha annunciato il padre Francescano Pascal Nguyen Ngoc Tinh, coordiantore del gruppo di traduzione della Bibbia. L’équipe ha anche completato un progetto di due anni correlato a quello di traduzione: un glossario di 800 pagine di nomi e toponimi biblici basati sugli originali greci e latini con l’intento di standardizzare la dizione vietnamita dei termini biblici.
Dalla Colombia un vaccino per la malaria
Per una volta dalla Colombia non arrivano solo notizie di guerriglia e narcotraffico. "Ho regalato il mio brevetto all’umanità a nome del popolo colombiano". Parola del prof.Manuel Patarroyo, direttore dell’Istituto di immunologia dell’Università di Bogotà, artefice di una scoperta che, una volta perfezionata, salverà la vita a milioni di persone: un vaccino sintetico contro la malaria, malattia per la quale attualmente esistono solo altri tipi di profilassi, non sempre efficaci e, nonostante il basso costo, raramente accessibili per le popolazioni povere.
Rifiutando le offerte miliardarie di molte case farmaceutiche desiderose di acquistare il brevetto del farmaco, Patarroyo lo ha ceduto gratuitamente all’Organizzazione mondiale della sanità.
Cadono le barriere doganali tra nove Paesi africani
Nessuna barriera doganale ostacolerà più le merci in transito fra Egitto, Gibuti, Kenya, Malawi, Madagascar, Mauritius, Sudan, Zambia e Zimbabwe. Il 31 ottobre è infatti entrata in vigore la "Free trade area" (area di libero scambio) voluta dal Comesa (Mercato comune per l’Africa Orientale ed Australe). Degli undici Stati membri del Comesa, Burundi, Rwanda e Uganda hanno dichiarato di voler entrare al più presto nell’area.
Hanno invece rifiutato l’ingresso: Angola, Comore, Repubblica democratica del Congo, Etiopia, Namibia, Seychelles e Swaziland.
Il Comesa è stato istituito sei anni fa in sostituzione della cosiddetta Pta (Preferencial Trade Area, area di commercio preferenziale), a sua volta fondata nel 1981. Dopo le recenti dimissioni presentate dalla Tanzania, la popolazione del Comesa è di 380 milioni di persone.
Molucche, Indonesia: conversioni forzate
"Almeno un migliaio di persone, costrette negli ultimi mesi a convertirsi all’islam nell’arcipelago indonesiano delle Molucche, sono tornate al cristianesimo, ma sono ancora terrorizzate dall’esperienza subita", afferma p. Kees Bohm, missionario del Sacro Cuore ad Ambon. Alcuni adesso sono sfollati nelle Key Islands, altri qui nella nostra città. Solo 34 abitanti di Kesui hanno scelto di restare nell’isola e quindi rimanere musulmani.
Il fatto più inquietante è che, mentre i musulmani continuano a sostenere che i cristiani avevano scelto l’Islam di propria volontà, quando questi sono tornati al cristianesimo nessun leader religioso islamico ha sollevato obiezioni. Questo dimostra che in realtà hanno solo tentato di imporre la propria volontà con la forza".
Il religioso, che ha incontrato diversi sfollati di Kesui ad Ambon, racconta: "In apparenza si comportano in modo normale, ma appena succede qualcosa fuori dall’ordinario, per esempio un piccolo contrattempo o un incidente, si allarmano enormemente. È un chiaro segno del trauma che hanno subito. Molti di loro, infatti – uomini e donne – sono stati circoncisi con rasoi e coltelli. Chi si lamentava per le ferite veniva invitato a gettarsi in mare per disinfettarle. Ancora gli sfollati non possono rientrare nelle proprie terre perché la situazione è troppo tesa e adesso potrebbero verificarsi nuove violenze a Buru e Ceram, dove gli islamici continuano a lanciare vere e proprie provocazioni contro i cristiani".
Thailandia: monastero anti-droga
I monaci buddisti del monastero di Saraburi da più di trent’anni si dedicano con successo al recupero dei tossicodipendenti. L’efficacia del loro metodo dipende da due fattori: disciplina severa e uso di erbe medicinali come terapia disintossicante.
L’unica condizione per essere ammessi al monastero è quella di promettere davanti ad una statua di Buddha di voler guarire e, naturalmente, di mantenere la promessa.
Questo impegno ha inciso per un 80% sul recupero degli 80 mila pazienti che dal 1959 ad oggi si sono sottoposti al trattamento nel monastero.








