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Cina: Bibbia e pena di morte

Un uomo di affari di Hong Kong, arrestato nel maggio scorso in Cina per aver cercato di consegnare Bibbie ad un gruppo cristiano, rischia adesso la pena di morte. Il 38enne Lai Kwong-keung, in difesa del quale è intervenuto di recente anche il Presidente statunitense George W. Bush, è stato tratto in arresto mentre cercava di trasferire 16.280 copie della Bibbia da Hong Kong alla Cina continentale.

I sacri testi gli erano stati richiesti da un gruppo religioso chiamato "Shouters" con circa 500 mila seguaci, messo al bando dalle autorità di Pechino nel 1996. Lai Kwong-keung è stato arrestato insieme con due seguaci del movimento. L’accusa è di "aver usato un culto malefico per minare l’ordine costituito", imputazione che prevede la pena di morte.

Di recente è stato condannato a morte il 46enne Gong Shengliang, pastore protestante e fondatore della Chiesa della Cina meridionale, attiva nella centrale provincia di Hubei e dichiarata illegale dal Governo cinese che impone ai cristiani di professare la propria fede all’interno di associazioni controllate dallo Stato, tra cui la cosiddetta Chiesa cattolica patriottica, che prevede la rinuncia ad ogni legame col Vaticano. Si calcola che nella Repubblica popolare cinese siano presenti in tutto circa 10 milioni di cattolici.

Un "paradiso perduto"

A Ciudad del Este, sulla foce del Rio Paranà, dove si è registrato un vero e proprio boomeconomico all’inizio degli anni Novanta, da alcuni mesi gli affari ristagnano. Il paradiso del contrabbando, della corruzione, del libero scambio è a rischio. Avvisaglie di crisi si registrano da tempo: ogni giorno arrivano solo 6 mila brasiliani, contro i 40 mila che fino a cinque anni fa attraversavano la frontiera per fare acquisti.

Dopo la svalutazione del real gli incassi dei negozianti sono scesi dell’85 per cento. Il Governo di Brasilia ha stabilito che il valore delle merci acquistate in Paraguay non può essere superiore a 150 dollari mensili (circa 166 euro). Un duro colpo per l’economia di un Paese in cui il prodotto interno lordo negli ultimi cinque anni ha subito una contrazione del 9 per cento. Questo spiega le manifestazioni dell’inizio di settembre sul ponte dell’Amicizia, che unisce il Paraguay al Brasile, per esigere provvedimenti a sostegno dell’economia della città, l’istituzione di zone franche e l’incoraggiamento alle maquilas(manifatture a capitale straniero).

Una chiesa sull’Himalaya

Il vescovo di Jammu Srinagar (India), il Cappuccino mons. Celestino Elampassery, ha benedetto la prima pietra di una chiesa dedicata a s.Pietro Apostolo, che si sta costruendo sui contrafforti dell’Himalaya. "Questa chiesa – ha detto – sarà la prima costruita a 5.000 metri di altitudine: da qui la Parola di Dio sarà proclamata non solo sui tetti delle case, ma sul tetto del mondo". Nella zona arrivarono nel 1880 i missionari di Mill Hill. Oggi, su una popolazione di 10 milioni di abitanti, i cattolici sono 15 mila; gli altri sono indu o musulmani.

I "Promessi Sposi" in carcere

Le sanguinose rivolte nelle carceri portano periodicamente alla ribalta dell’opinione pubblica uno degli aspetti più preoccupanti della situazione brasiliana: quello della criminalità. Quale la via per uscire dal guado? Padre Francesco Spartaco Ciccotti, missionario Gesuita, uomo dai solidi studi letterari e filosofici, esperto di culti afrobrasiliani, è convinto di aver trovato la risposta: l’umanesimo cristiano di Alessandro Manzoni, l’autore dei "Promessi Sposi", il grande italiano che con il suo romanzo ha illuminato il romanticismo, innervandolo di ideali e impegno morale, può aiutare i carcerati a redimersi.

Grazie alla diffusione e alla conoscenza dell’opera manzoniana a partire dalle scuole, il Brasile potrebbe, secondo il religioso, rinsaldare il suo tessuto sociale, forgiando una nuova comunità. "Occorre, però, una buona traduzione del romanzo – ha detto p.Ciccotti – alla quale si sta lavorando da un ventennio con la collaborazione di docenti universitari e traduttori, raccolti attorno al centro studi manzoniani di s.Paolo, fondato nel 1980. Di revisione in revisione, l’obiettivo è quello di poter pubblicare nel 2002 una traduzione completa e fedele".

Burundi, le case della speranza

Il cardinal Ersilio Tonini, 88 anni, ha voluto recarsi in Burundi di persona per vedere come sono stati spesi i soldi raccolti per la Campagna "Un villaggio alla periferia di Bujumbura". Il Saveriano p.Giuseppe De Cillia ha spiegato: "A Kamenge, durante la guerra civile, la maggior parte delle case è stata distrutta e la gente, 60 mila persone, si è accampata alla meglio in luridi bivacchi.

Abbiamo così costruito ex novo 500 case e ne abbiamo rimesse in sesto più di 600. Le abbiamo assegnate alle famiglie più disperate, le madri vedove con più di tre figli. Il terreno ce l’ha dato lo Stato ma in otto casi, tra cui quello di un lebbroso e di una donna con 10 figli, abbiamo dovuto comprarlo noi". Le case sono semplici: quattro stanzette senza acqua né bagno (impensabile da costruire all’interno), né luce, al centro di un terreno di 14 metri per 20. Pavimento in terra battuta. Alcune con il tetto di lamiera, altre di tegole, devono essere sembrate una reggia a gente costretta a vivere nel fango.

Il cardinale Tonini pensa ad altri progetti per portare aiuto alle popolazioni dell’Africa. Nel suo viaggio il cardinale ha voluto visitare anche un piccolo dispensario sperduto nel nulla delle verdi colline burundesi a Rasura, dove una giovane coppia di italiani, Flavia Bolis e Pino Pellegrino, sta allestendo, con il suo aiuto finanziario, una piccola fabbrica di medicinali. Lei era cronista al "Giornale di Brescia", lui farmacista in Toscana. Hanno abbandonato tutto. Lavorano assieme ad altri tre volontari, Margherita, Teresa e Giuseppe, tre infermieri in pensione che fanno funzionare il Centro sanitario dove ci sono una maternità, un Centro nutrizionale e un ambulatorio, ma neppure un medico.

Il Burundi dal 1994 è sconvolto da una guerra civile che ha provocato almeno 350 mila morti. Alla macchia, per ora restano due gruppi ribelli. Alla sera sulle colline attorno alla capitale si sente sparare.

 



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