Skip to main content

Non uccidete Santa Lucia, Una storia per grandi e piccini

Condividi su

Non allarmatevi per questo titolo. Come fanno tutti i giornali, il titolo ad effetto serve per attirare l’attenzione. Se finirete di leggere l’articolo, scoprirete che non c’è niente di violento, ma qualcosa su cui riflettere.

Un libro per capire meglio

Durante una giornata missionaria, mentre aspettavo l’inizio della Messa, mi sono fermato a guardare i libri in vendita e ne ho visto uno che mi ha subito incuriosito. Il titolo era: “La vera storia di S. Lucia”. Gli ho dato un’occhiata per curiosità. Ma, come spesso succede quando si apre un libro, mi sono lasciato coinvolgere e l’ho letto tutto d’un fiato. Era un libro per bambini, scritto con caratteri grandi, adatti a loro.

Vi chiederete cosa centri tutto questo con le missioni. Non lo so. Ma nel mese di dicembre, con la festa di Santa Lucia e il Natale vicino, si diventa un po’ tutti bambini e la “storia” di S. Lucia può aiutare anche gli adulti a capire molte cose.

La gioia dei bambini

La prima constatazione è stata la gioia di questa santa nell’accogliere Gesù nella sua vita, nonostante tutto il suo ambiente fosse pagano. La sua vicenda, infatti, si svolge durante le persecuzioni degli imperatori romani. Lei, figlia di una ricca famiglia siracusana, ebbe il coraggio di dare tutte le sue ricchezze ai poveri per seguire Gesù. Lo ha fatto fino ad accettare il martirio durante il quale, prima di morire, le cavarono gli occhi.

La storia di questa santa ci insegna qualcosa. Ma anche la tradizione l’ha resa importante. Santa Lucia è diventata, infatti, colei che porta i regali ai bambini. Questo mi fa ricordare quando ero in Colombia: era sufficiente qualche caramella per accendere un sorriso sul volto imbronciato di un bambino povero, in un villaggio sperduto nella foresta.

Travolta dal consumismo

Purtroppo però, anche Santa Lucia è stata travolta dal consumismo. Colei che portava la gioia ai bambini è diventata colei che risponde ai sempre più esigenti capricci di possedere. Certo, la colpa non è della santa, ma nostra. Genitori, nonni e parenti, dimenticandosi di essere educatori, diventano agenti di commercio, schiavi della pubblicità.

Le intenzioni di quella giovane santa non erano queste. Lei voleva e vuole dare la vera gioia che nasce dalla semplicità e dalla condivisione. Lei che ha saputo donare tutto ai poveri, è sicuramente dispiaciuta per come la nostra società la sta usando per giustificare la sete di possedere e di consumare.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 3530.87 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Febbraio 2004
Il Convegno missionario nazionale si terrà a Montesilvano (Pescara) dal 27 al 30 settembre 2004. Il tema di riflessione è significativo: "Comunione e…
Edizione di Settembre 2000
Tutti i padri presenti nella nostra Casa sono impegnati a vivere l'ideale missionario. La nostra vocazione missionaria ci spinge a comunicare a tutti…
Edizione di Gennaio 2006
“Riceveva tutti con grande affabilità e gentilezza”. Non trovo di meglio, per cominciare a presentare qualcosa della figura di san Francesco Saverio…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito