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Non più guerre in Africa, ma vita e gioia

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Da Butembo, Congo

Rosanna Bucci, missionaria Saveriana di Poggio s. Marcello (AN), missionaria da vari anni nella zona, ha partecipato alla grande manifestazione e ce ne riassume i fatti salienti.

"Non più guerra fra noi; piuttosto lavoriamo insieme per costruire un continente in cui ciascuna donna e ciascun uomo abbia il diritto e la gioia di vivere". È l'appello lanciato dal "Simposio internazionale sulla pace in Africa" (SIPA) che si è concluso a Butembo (Nord Kivu, Congo) il 1 ° marzo. Vi hanno preso parte i leaders cristiani, gli esponenti della società civile del Kivu, i circa 300 partecipanti all'iniziativa "Anch'io a Bukavu", tra i quali il vescovo mons. Luigi Bettazzi e mons. Giuseppe Andreozzi, a nome della Conferenza Episcopale Italiana.

Nel documento finale del SIPA è stata esposta una piattaforma sulla quale fondare la riconciliazione e rilanciare lo sviluppo sociale ed economico del Paese, afflitto dall'agosto 1998 da una guerra sanguinosa. Per fare ciò, hanno sostenuto i partecipanti al Simposio, "bisogna disarmare i nostri sentimenti e riconoscere tutti i congolesi e tutti gli uomini e le donne di pace come nostri fratelli; perdonare gli aggressori, in un contesto di dialogo e di giustizia; prendere i diritti dell'uomo come piattaforma per la costruzione della pace.

È inoltre necessario far uscire l'impegno politico dal torpore, dalla corruzione menzognera e dal perseguimento del mero interesse personale; respingere la tentazione rappresentata dal ricorso alla violenza, all'odio, alla vendetta per incamminarsi risolutamente sulla via della non violenza che è la forza della verità".

Il SIPA ha esposto alcune richieste fondamentali: ai Governi stranieri il ritiro dei loro contingenti presenti nell'ex-Zaire; ai movimenti ribelli di dar prova di patriottismo e di comprensione delle sofferenze dei loro connazionali, scegliendo la via politica per ristabilire la pace nel Paese; al Governo di Kinshasa di promuovere il dialogo tra tutti i congolesi , di rispettare i diritti della persona e di impegnarsi per una vera democrazia.

Si è invitato infine l'ONU e l'OUA (Organizzazione per l'unità africana) a far rispettare l'integrità territoriale del Congo. In particolare si chiede all'ONU di "istituire un tribunale internazionale per giudicare i crimini commessi nel Paese e facilitare il dialogo per la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Congo, così come in tutti gli altri Paesi coinvolti nella guerra".

Rosanna Bucci


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