Non è tutto terrore
SUD/NORD NOTIZIE
Fronti caldi
Siria: reporter controcorrente. Dopo il giornalista e regista siriano Neji Jerf, è toccato alla giovane reporter siriana Ruqia Hassan pagare con la vita la sua opposizione all'Isis. La ragazza è stata l’unica reporter che abbia descritto con le sue cronache la vita a Raqqa, roccaforte jihadista in Siria. E proprio lì è stata uccisa. Da ottobre sono almeno cinque i giornalisti controcorrente assassinati dai seguaci del Califfo.
• Burundi: rifugiati addestrati. Un rapporto dell’Onu accusa il Ruanda di addestrare e armare rifugiati burundesi accolti nel proprio territorio per rovesciare il presidente burundese Nkurunziza. Il governo di Kigali ha respinto le accuse, ma secondo alcune fonti, in Burundi sono sorti almeno tre gruppi di guerriglieri che si oppongono al terzo mandato di Nkurunziza.
Intanto, la decisione dell’Unione africana di non inviare una forza di pace in Burundi ha deluso tanti, anche perché non si fermano le violenze e le sparizioni di giovani oppositori.
• Iraq: professori ribelli. Più di trenta insegnanti della provincia irachena settentrionale di Ninive, attualmente sotto il controllo dello Stato Islamico (Daesh), sono stati arrestati per essersi rifiutati di seguire i nuovi programmi d'istruzione imposti. I militanti del Daesh vogliono trasformare gli istituti d'istruzione in basi per l'indottrinamento jihadista delle giovani generazioni. Dalle aule sono state bandite le lezioni di filosofia, chimica, biologia e matematica, rimpiazzate da corsi sulla Sharia e la jihad.
Il rumore delle armi
• Bombe a… catinelle. L’Italia viola la legge 185 che regola l’export di armi, mentre rifornisce di bombe l’aeronautica militare dell’Arabia Saudita che sta bombardando lo Yemen? Lo chiede un esposto della Rete italiana per il disarmo, presentato alle procure di Roma, Brescia, Cagliari, Verona e Pisa. Nel documento sono ricostruite le sei spedizioni avvenute nell’arco di pochi mesi e le conseguenti reazioni. Le bombe sono prodotte dalla RWM Italia, azienda tedesca del gruppo Rheinmetall, con sede legale a Ghedi (Brescia) e stabilimento a Domunovas (Carbonia-Iglesias) in Sardegna.
• Yemen: bombardato ospedale. L’ospedale di Shiara, nel nord dello Yemen, è stato colpito da un bombardamento. L’incidente ha causato diverse vittime, oltre al crollo di diversi edifici della struttura medica supportata da Medici Senza Frontiere (MSF). La popolazione dell'area è stata pesantemente colpita dai continui bombardamenti e da dieci mesi di guerra. Si tratta del terzo incidente a una struttura medica di MSF negli ultimi mesi.
• Giappone: risoluzione bocciata. La risoluzione promossa dal Giappone che chiedeva l'abolizione delle armi atomiche e che per la prima volta faceva riferimento alle esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki non ha superato il veto di due potenze nucleari (Cina e Russia), membri del Consiglio di sicurezza, insieme alla Corea del Nord, e all'astensione di Francia, Regno Unito e Stati Uniti, dotate ufficialmente di arsenale atomico. Dal 1994, il Giappone presenta ogni anno una mozione ostacolata dalle potenze nucleari.
La risposta della regina
• Il futuro negato di Aylan. Rania è la coraggiosa sovrana, che a fianco del marito re Abdallah di Giordania denuncia senza paura la brutalità e le violenze dell’Isis.
Di origine palestinese, musulmana sunnita, era in prima fila a Parigi, dopo la strage di Charlie Hebdo.
Probabilmente, non condivideva la volgare ironia antireligiosa del settimanale, ma voleva manifestare la sua fede nella libertà e la vicinanza al popolo francese.
In una vignetta Charlie Hebdo ha mostrato Aylan Kurdi, il bimbo morto sulle spiagge turche che ha commosso il mondo, mentre, diventato adulto, cercava di molestare le future ragazze di Colonia.
La regina ha risposto pubblicando un tweet con la vignetta del disegnatore giordano Osama Hajjaj, che ritrae Aylan adulto con il camice di un medico. “Avrebbe potuto diventare un dottore, un insegnante, un padre affettuoso...”. Una lezione davvero regale.
La Giordania ha oltre un milione e mezzo di rifugiati, quasi un terzo della sua popolazione. Il piccolo regno ci impartisce lezioni di vivere civile (Antonio Ferrari, CorrSera).








