Non ci arrendiamo
Anche noi facciamo parte di queste “terre ferite”. Eppure, nonostante tutto e tutti, non perdiamo la speranza. La nostra Quaresima è stata un cammino intenso e concreto: abbiamo visitato le 35 comunità di base dei cinque grandi quartieri della parrocchia. Abbiamo celebrato l’Eucaristia, ascoltato confessioni, incontrato e consolato gli ammalati. Un cammino vissuto insieme, passo dopo passo. Come segno di solidarietà, tutta la parrocchia si è impegnata con generosità: rinunciare a qualcosa, mettere insieme il poco di ciascuno, per costruire qualcosa di grande per tutti. Così la nostra chiesa è diventata più bella e accogliente: muri ridipinti, tetto sistemato, strutture rinforzate. Segni semplici, ma pieni di significato. E tutto questo in un contesto di povertà sempre più evidente, segnato dalla difficile realtà della regione del Sud e Nord Kivu, ferita dall’occupazione e dalla violenza.
E poi Kasompe: oltre 170 giovani che, lungo tutta la Quaresima, si sono preparati con impegno e gioia a ricevere il battesimo nella Veglia Pasquale. Una luce che si accende. Una speranza che prende volto. Sì, a volte ci sentiamo isolati, dimenticati, persino abbandonati. Ma non ci arrendiamo. Insieme ai nostri cristiani, continuiamo a rendere visibile, giorno dopo giorno, il sogno del Regno di Dio tra gli uomini.







