Nella cultura giapponese
Di madre Celestina apprezzo il suo pensiero sulle difficoltà della vita, vissute nella forza della fede, con grande fiducia in Dio e con umiltà. Nei suoi scritti, lei ripete spesso che le difficoltà della vita sono come una grazia che ci porta la verità e la fiducia in Dio. Scrive:
“È bene che tu conosca il tuo nulla fino in fondo, non per scoraggiarti davanti alla verità, ma per imparare ad appoggiarti alla forza onnipotente di Dio e riposare in Lui” (2 gennaio 1956).
Questi pensieri della madre e la sua figura umile e generosa mi danno tanta forza per andare avanti nel cammino della vita.
Sono una saveriana giapponese, e sono convinta che lo stile di vita di madre Bottego possa aiutare il mio popolo giapponese ad accorgersi dell’autentico significato della vita. Con la crescita economica e il progresso della tecnica, il popolo giapponese sta perdendo il senso delle cose importanti: la fede, lo spirito di famiglia, l’amicizia... Soprattutto ha perso il senso della presenza del soprannaturale: sembra che gli uomini siano onnipotenti e possano vivere con le loro sole forze.
C’è competitività esagerata fin dall’infanzia, diventa difficile per i figli sentirsi amati e sostenuti da qualcuno nella società e nella stessa propria famiglia. Così aumentano l’individualismo e la solitudine: le persone in difficoltà non trovano un appoggio e perdono il senso della vita.
Invece, in madre Celestina noi vediamo sempre una grande fiducia in Dio e una totale dedizione agli altri, anche in mezzo alle difficoltà, perché dalla fede scaturisce la speranza.
Questo è il messaggio evangelico trasmesso dalla madre al popolo giapponese:
“Con la fede possiamo vivere sempre in una grande speranza. Siamo nulla, eppure Dio ci ama e ci dà la vita per viverla insieme agli altri con amore!”.







