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MISSIONE NOTIZIE

Ieri, oggi, sempre

Messico: studenti uccisi. I vescovi messicani hanno espresso cordoglio ai famigliari dei 43 studenti uccisi ad Ayotzinapa, probabilmente da sicari narcos. "Il paese vive momenti difficili, una crisi di fiducia nella società, nelle autorità; tuttavia ci sono sacerdoti e fedeli che stanno cercando le soluzioni per non cadere nel pessimismo", hanno detto i vescovi, che chiedono giustizia e​ chiarezza al presidente Enrique Peña Nieto.

Egitto: in nome di Cristo. I copti trucidati dai jihadisti dello Stato Islamico in Libia sono morti pronunciando il nome di Cristo. Lo conferma il vescovo copto cattolico di Giuzeh. “Si sono affidati a Colui che poco dopo li avrebbe accolti. E così hanno celebrato la loro vittoria, la vittoria che nessun carnefice potrà loro togliere. È stato come il sigillo del loro martirio”.

Perù: tre nuovi beati. È stato riconosciuto il martirio dei sacerdoti Michele Tomaszek, Sbigneo Strzalkowski e Alessandro Dordi, uccisi in Perù dai terroristi di Sendero Luminoso, "in odio alla fede”, il 9 e il 25 agosto 1991 a Pariacoto e a Rinconada. I primi due, frati minori (OFM), erano polacchi; don Dordi, sacerdote bergamasco, era responsabile di una parrocchia nella zona di Santa. La celebrazione di beatificazione è prevista in agosto.

Armenia: sante le vittime del genocidio. La chiesa armena apostolica si appresta a riconoscere la santità delle vittime del genocidio armeno con una liturgia solenne, in programma il 23 aprile a Echmiadzin. “La chiesa armena - ha sottolineato il patriarca Karekin - riconosce la santità che è già riconosciuta dal popolo e che è stata attestata con evidenza; la chiesa riconosce quello che è accaduto, ovvero il genocidio del 1915”.

Suor Dorothy Stang dieci anni dopo. La chiesa in Brasile ha ricordato il 10° anniversario della morte di suor Dorothy Stang e la sua dedizione all'evangelizzazione dei popoli dell'Amazzonia. "La sua azione umile e silenziosa si moltiplica adesso in ogni angolo del Brasile, conquistando i cuori e le menti di tante persone, e va oltre le dimensioni del mondo e del tempo", ha detto il vescovo di Balsas mons. Lazzaris. - Suor Dorothy, 73 anni, della Congregazione di Notre Dame, è stata uccisa il 12 febbraio 2005 per il suo impegno a fianco dei campesinos e contro l’azione senza scrupoli dei fazenderos.

Sono 26 gli operatori pastorali uccisi nel 2014, tre in più rispetto al 2013. Sono morti in modo violento 17 sacerdoti, 1 religioso, 6 religiose, 1 seminarista, 1 laico. Tra loro ricordiamo le saveriane Olga, Lucia e Bernardetta, a Kamenge in Burundi. Per il sesto anno consecutivo, il numero più elevato si registra in America. Non si possono escludere poi quanti sono stati uccisi dal virus ebola.

A questo triste elenco va aggiunta la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia né il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Gesù.

Partecipiamo!

Fa’ la cosa giusta! Nata nel 2004 a Milano da un progetto della casa editrice Terre di mezzo, Fa' la cosa giusta è la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Si svolge dal 13 al 15 marzo 2015 presso i padiglioni 2 e 4 di Fieramilanocity, a Milano. Anche la “Libreria dei popoli” dei saveriani è presente con un suo stand. Siete tutti invitati! Per informazioni www.falacosagiusta.terre.it

Meeting di Pace nelle trincee. Il 17 e 18 aprile migliaia di giovani s’incontreranno nelle ‘trincee’ della prima guerra mondiale a Udine, per dare voce alla pace contro tutte le guerre, la violenza e il terrorismo. Protagonisti saranno studenti e insegnanti di ogni parte d’Italia impegnati in programmi di educazione alla cittadinanza e in percorsi di pace, insieme a cittadini, gruppi, associazioni, enti locali e istituzioni… Per informazioni Tavola della pace (email: segreteria@perlapace.it, sito internet www.perlapace.it).

Una storia speciale

Il crocifisso con la tuta arancione. Il quadro (nella foto sopra) non ha bisogno di grandi spiegazioni: sono i cristiani copti portati al loro martirio in Libia, dietro a Gesù che porta la croce. Anche lui con la tuta arancione, nel macabro rituale televisivo messo in scena dai fondamentalisti islamici del cosiddetto Califfato.

Abbiamo scoperto questa immagine su Facebook. Non sappiamo di preciso chi l’abbia dipinto, non ci interessa discutere se sia un artista o un pittore improvvisato. Ci interessa lo sguardo: così in Egitto i cristiani vedono i loro 21 martiri. Ed è lo sguardo che vorremmo fare anche nostro. Viviamo la Quaresima guardando a questo Crocifisso con la tuta arancione. Per imparare a chiamare il male con il suo nome.

Ma anche per capire - al di là della valanga di parole e valutazioni politico militari di queste ore - che c’è un Mistero più grande anche nel cuore di questa storia. Sono morti pronunciando il nome di Gesù Signore, i martiri copti. E sono loro i primi oggi a invitarci a cercare il suo volto anche nelle nostre risposte (Giorgio Bernardelli).



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