Musica e barzellette, C’eravamo... quasi tutti
Se non vi siete ancora annoiati, vorrei continuare con il racconto di quella memorabile giornata dell’8 maggio scorso: tante famiglie che diventano un’unica famiglia, almeno per un po’.
Alla festa è successo anche qualche altra cosa. Qualche esempio.
L’asino laureato
Verso la fine del pranzo, nella competizione della barzelletta, il primo premio è andato alla signora Mariuccia Ibba, che ha raccontato una facezia di autore sardo. Un cavallo immigrato dal continente si avvicina a un asino aborigeno, sui verdi pascoli di Sardara, in provincia di Cagliari. Gli fa il cavallo: “Sono alto, sono snello, vado veloce, so saltare, sono elegante...”. L’asino lo guarda incuriosito e dice: “Vero, tutto vero! Ma quanto a cultura non sei un granché”. “Che prove hai per farmi quest’accusa?”, domanda il bel cavallo. Gli risponde l’asino: “In vita mia non ho mai sentito parlare di un cavallo laureato. Di laureati asini, invece, ce n’è proprio tanti!”.
L’usignolo del gruppo
Cantavano tutti, uomini e donne, anziani e bambini, laici e missionari. Sarà per il vino buono, sarà per lo spirito di famiglia che animava tutti, fatto sta che le voci erano chiare, squillanti, all’unisono. A parte quando si cantava a più voci, evidentemente. Ma l’ugola d’oro era una, inconfondibile e incontestata: quella di padre Stefano Berton, detto Nello. Di Schio vicentino, settant’anni suonati e saveriano da oltre cinquanta, padre Nello è il missionario dei tre mondi, ma li ha girati tutti e cinque. Adesso collabora con Misna, l’agenzia di notizie missionarie, che “dà voce a chi non ne ha”. E vi assicuro che di voce padre Nello ce n’ha davvero tanta! I suoi pezzi forti? O sole mio e Quel mazzolin di fiori. Ma è quando canta O mamma addio! che ti strappa le lacrime dalla commozione. Ci sarebbe voluta la signora Carmela (mia cognata), per fare un duetto mozzafiato.
Si sentiva la mancanza...
Mancavano alcuni ospiti illustri. Primo fra tutti, padre Adolfo Codini, detto Fofo. Era in Italia; era in giro; ma nessuno sapeva dove. Neppure la sorella Andreina, che è sempre fedele agli appuntamenti dei saveriani. Me lo sono visto poi arrivare a Brescia, alcuni giorni dopo. Era in giro per il nord Italia e aveva una fitta agenda di appuntamenti. “Sì, capisco - gli ho detto. Ma anche il nostro era un appuntamento!”.
Mancavano i Bramati, anche loro fedelissimi. Erano alla festa della Madonna del Soccorso nel paese di origine: Poggio San Marcello, nelle Marche. I Sanfelice avevano un impegno in Abruzzo. Mancava anche l’allegra compagnia dei Celli, di Monteporzio Catone. Padre Mario è sofferente, sotto cura medica. Vogliamo assicurargli un ricordo speciale proprio alla Madonna del Soccorso.







